Vanilla Sky e Apri gli occhi non vanno paragonati

Nel 1999 esce Matrix, che diventa improvvisamente il gold standard, il film da inseguire e imitare a tutti i costi. Trovando il suo “erede” naturale in un film spagnolo chiamato Apri gli occhi, che come Matrix gira intorno alla non distinzione tra sogno e realtà, Tom Cruise decide di produrne un remake con lui stesso protagonista per cavalcarne l’onda. Scherzo, questa storia non è vera, a l’ego di Tom Cruise è notoriamente così elevato che sarebbe persino credibile.

La vera storia è più lineare e noiosa: Tom Cruise vede Apri gli occhi nel 1998 e gli piace un sacco, e quando una cosa piace a Tom Cruise, Hollywood e Scientology si mettono in moto (in questo caso solo Hollywood).

Spesso quando Hollywood fa un remake di un film europeo tutti partono con la puzza sotto al naso urlando all’imperialismo americano, in parte anche a ragione, dunque con Vanilla Sky erano già tutti pronti sul piede di guerra.

Se poi nel remake figura il nome di Tom Cruise, apriti cielo. Poi certo, da uno che notoriamente plasma i film su sé stesso non ci si poteva che aspettare un film Tom Cruise-centrico, e forse Vanilla Sky (anzi, senza il forse) un po’ lo è, a partire dal poster che sembra una copertina di Vogue dedicata a Tom Cruise, ad alcune idee del film, come la TV che fuoriesce dal pavimento della camera di David Aames (il protagonista), che fu un’intuizione di Cruise per testare un’idea che aveva per la sua camera da letto.

Vanilla Sky reinterpreta Apri gli occhi senza snaturarlo per renderlo più vendibile

Vanilla Sky uscì che avevo 7 anni, eppure lo adoravo. Mio padre aveva il VHS, e ci stava “quello di Mission Impossible 2” che avevo visto l’anno prima: non ci capivo una mazza perché avevo 7 anni, eppure lo adoravo. Non so perché, non è esattamente un film che dovrebbe affascinare un bambino, ma aveva qualcosa che mi catturava. Ne sentii poi parlare male quasi da tutti per l’ovvio paragone con l’originale spagnolo, che per anni non ho voluto vedere per paura di scoprire che il Vanilla Sky che tanto adoravo non fosse in realtà nulla di che a confronto. Poi ho preso il coraggio e l’ho trovato bellissimo, ma più diverso da Vanilla Sky di quanto potessi pensare.

Uno è l’originale, l’altra è la versione yankee, quindi paragonarli è logico, eppure a vederli insieme trovo che farlo sia ingeneroso nei confronti di Vanilla Sky, che meriterebbe una valutazione per virtù proprie, pur riprendendo Apri gli occhi praticamente alla lettera.

Apri gli occhi era un incubo ad occhi aperti, un episodio di Ai confini della realtà con punte di romanticismo, mentre Vanilla Sky è una malinconica storia romantica con punte fantascientifiche, dove Penélope Cruz -cche interpreta lo stesso personaggio in entrambi i filmc- da centrale diventa centralissima, che più che un remake sembra una reinterpretazione con le stesse scene. Ad apprezzare le differenze fu proprio Alejandro Amenabàr, regista di Apri gli occhi, che elogiò Vanilla Sky e il regista Cameron Crowe, definendo l’operazione rispettosa ma con una sua personalità ben definita.

Al netto di qualche tendenza tipica dei remake made in USA, che rispetto ai film originali tendono in primis a cercare di vendere ad un pubblico più vasto (e qui il primo elemento indiziato è il poco coraggio a sfigurare completamente il volto di Tom Cruise come nell’originale, ma conoscendo Cruise già è tanto se ha permesso a Cameron Diaz e Penelope Cruz di guardarlo negli occhi) Vanilla Sky è infatti fedelissimo alle intenzioni del film di Amenàbar, ma senza essere un remake nel senso più pigro del termine, che non ha paura a fare lesa maestà e cercare nuove interpretazioni della stessa storia pur senza la minima variazione.

Un po’ come la prima scena, la più famosa, quella con Tom Cruise che corre in una Times Square deserta: già presente nel film spagnolo, ma dal significato molto diverso.

Che poi è la scena che descrive più di tutte il film: bella e iconica, ma meno di quanto avrebbe potuto. Ai tempi, infatti, i media furono troppo impegnati a venderlo come un Mr. & Mrs. Smith ante litteram, ossia come il film con cui Tom Cruise aveva lasciato Nicole Kidman per Penélope Cruz, mettendo in secondo piano il film e rendendolo vittima di uno starpower tanto azzeccato quanto facilmente strumentalizzabile dai Novella 2000 di turno, che ne hanno influenzato il lascito agli occhi di chi non l’ha mai visto.

Maledetto Novella 2000

E invece Vanilla Sky non è assolutamente una carrellata di bei faccini da dare in pasto al gossip (tra l’altro azzeccatissimi: Cameron Diaz che fa la pazza è perfetta, Penelope Cruz vabbè, fa un ruolo che aveva già fatto, e Tom Cruise con quella faccia è nato per fare il figlio di papà) ma un gran film e, ancor prima che bello, affascinante, forse il più affascinante degli ultimi 20 anni, aiutato da una colonna sonora che tra R.E.M., Radiohead, Sigur Ròs, Chemical Brothers racchiude ottimamente lo zeitgeist di inizio millennio.

Ma persino ridurlo a musica e atmosfera sarebbe non rendergli minimamente giustizia, perché Vanilla Sky ha visibilmente a cuore sia le sue personali intenzioni sia quelle del film originale (Tom Cruise stesso lo definisce tra i suoi film preferiti che ha girato), senza mai rifugiarsi nei pericolosi rami indie/artistoidi che i film sui sogni e sul subconscio con punte di romanticismo spesso hanno.

Vanilla Sky rispetto ad Apri gli occhi non è una semplice ripetizione della stessa storia: il tema dei sogni, del mondo onirico, e del subconscio sono molto più centrali che nel film spagnolo ed è, in minor parte, uno specchio del neonato 21° secolo, dell’impatto di pubblicità e cultura pop sul nostro subconscio, sui nostri sogni, e sulle nostre aspettative di vita come quando Tom Cruise, nel rivedere tutta la sua vita scorrergli davanti agli occhi, non vede né sé stesso né i suoi amici, ma cartoni animati, gruppi rock che lo hanno segnato, film, pubblicità, e si accorge di aver basato le sue illusioni e il suo modello di felicità sulla copertina di The Freewheelin’ Bob Bylan.

Vanilla Sky è uno dei miei film preferiti usciti nel Terzo Millennio, che purtroppo nell’opinione pubblica pagò colpe non sue. Il film al botteghino si comportò bene, e strappato dagli sciacalli del gossip avrebbe certamente avuto molta più considerazione, soprattutto se spogliato del paragone con l’originale (davanti a cui a mio avviso non sfigura per niente). E’ anche una delle rare occasioni in cui è possibile vedere un Tom Cruise leggermente più umano, invece del solito freddo superuomo rettiliano creato in laboratorio da Scientology. E già questo rende l’idea della potenza del film.

Un pensiero su “Vanilla Sky e Apri gli occhi non vanno paragonati

  • Aprile 19, 2021 in 10:24 pm
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    Non posso fare paragoni col film spagnolo che non ho visto, ma Vanilla Sky è un film carino, ben recitato, una storia che prende e che ti fa fare qualche riflessione.

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