Love and Monsters, una piacevole sorpresa

Serata in cui non ho niente da fare. Film con mostri (semi)grossi su Netflix tra i suggerimenti. Ovviamente dovevo vederlo. Sarò sincero, sapevo zero su questo film – cosa per me molto rara per quanto riguarda i film sui mostri – e senza alcun motivo (okay, forse per colpa della serie Daybreak e altra roba) ero convinto che mi aspettasse poco più di un film bruttarello che però mi avrebbe (forse) divertito. Non è stato così. Love and Monsters si è rivelato una piacevole sorpresa.

Un asteroide stava per distruggere la terra, ma l’uomo ha risposto bombardandolo. Ahinoi, la fine del mondo arriva comunque, perché le reazioni chimiche di questo bombardamento trasformano rettili, insetti, animaletti etc in mostri giganti che sterminano la razza umana.

I sopravvissuti vivono nascosti e lontani dalla superficie. La vicenda si svolge a sette anni dall’apocalisse: il protagonista, Joel, ritrova via radio la sua ragazza del liceo e si incammina in un viaggio per andare a riconquistarla. Joel (Dylan O’Brien, simpatico e soprattutto credibile) è una pippa, e sarà aiutato da un cane (di gran lunga il personaggio migliore: ne sono rimasto affascinato) e due stranieri (praticamente usciti da Zombieland, tutto sommato due personaggi passabili). La storia d’amore però non va come da piani. Non siamo davanti a nulla di originale, insomma.

Durante l’intera visione del film sembra di vedere un mix tra Zombieland, Kipo and the Age of the Wonderbeasts, Daybreakers, Io sono leggenda e via discorrendo. Non cerca di nasconderlo e non cerca mai di essere inutilmente profondo e metaforico.

Non è né un film forzatamente triste e pretenzioso, né un sovraccarico di comicità che diventa ridondante, spicciola e becera (come invece accadeva con quella svomitazzata di Zombieland 2, per dire), entrambi aspetti di cui film di questo genere spesso e volentieri peccano.

È un film molto equilibrato, divertente, a tratti anche commovente, un giusto mix di tutto nelle giuste proporzioni. Un film semplice con idee chiare e ordinate, messe su carta dal Brian Duffield di The Babysitter (il primo, quello carino).

Seppur privato dell’uscita in sala per via del Covid, il film non è passato inosservato: è arrivata ad esempio una (meritata) nomination agli Oscar nella categoria migliori effetti visivi, e sia pubblico che critica hanno risposto bene. Non è servita la super-mega star di turno, ma sono bastati qualche volto conosciuto, un discreto budget e un approccio sincero e genuino a tirar fuori un film godibile.

Non parliamo certo di un capolavoro, ma di un film leggero perfetto da guardare il pomeriggio. Niente di più, niente di meno. Dunque, se non avete impegni e volete godervi un pomeriggio di relax a casa, vi consiglio di armarvi di gelato alla stracciatella, un pacchetto di patatine e/o pop corn al cioccolato/caramello, accendere Netflix e guardarvi questo grazioso film.

Arnob Mobin Muktadir

Pilota di Robot giganti. Amante di film e videogiochi. Supereroe. Povero.

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