Il giustiziere della notte 5: Charles Bronson vs. la mafia

Il 1994 per certi versi fu il vero canto del cigno degli anni ’80, l’anno d’oro dei sequel improbabili e/o conclusivi di interi franchise che avevano caratterizato gli anni precedenti: La storia infinita 3, Karate Kid 4, Highlander 3, Star Trek: Generazioni (tecnicamente non fu l’ultimo della saga, ma l’ultimo con Kirk), Beverly Hills Cop III, Scuola di polizia 7 (cioè Missione a Mosca), Nightmare 7, Una pallottola spuntata 3, Il giustiziere della notte 5. IL GIUSTIZIERE DELLA NOTTE 5???

Già, di tutte le saghe ancora attive Il giustiziere della notte era quella indubbiamente più fuori tempo massimo. Cosa ci faceva Paul Kersey negli anni ’90? Insomma, Il giustiziere della notte era un classico della New Hollywood e delle sue tematiche (violenza urbana, il cittadino che si ribella, ecc.), mentre i sequel un facile riadattamento alla grande moda degli anni ’80, ossia il nuovo cinema action… ma nel 1994, con l’ultimo capitolo risalente a 7 anni prima, e con un Charles Bronson ormai 73enne e ad un passo dalla pensione (Il giustiziere della notte 5 fu infatti il suo ultimo film per il cinema) che c’azzeccava Paul Kersey col 1994 de Il Corvo, della prima PlayStation, di Friends, degli Oasis, di Kurt Cobain?

O meglio, che c’azzeccava Il giustiziere della notte con un capitolo 5? Certo, il 3 era stato divertentissimo, il 4 godibile per quanto non all’altezza del precedente… ma il QUINTO capitolo, cosa mai poteva proporre? Se la prima risposta che avete in mente è “assolutamente nulla”, è perché è effettivamente così, eppure qualcuno pensò che fare Il giustiziere della notte 5 potesse essere una buona idea.

Incredibile a dirsi oggi che è la norma che un franchise si propaghi per decenni, ma all’epoca – escludendo ovviamente James Bond – Il giustiziere della notte fu la saga più duratura che ci fosse, col primo capitolo risalente al 1974, ben 20 anni prima.

Se proprio non trovate una seconda serata di Reta 4 più interessante

Nonostante fosse uscito al cinema, Il giustiziere della notte 5 ha tutti i requisiti del film televisivo/seconda serata di Rete 4/direct-to-video, non nasconde neanche per un secondo l’essere un film moscio, pigro, con nulla da dire, che nessuno voleva fare, e che neanche ambisce ad essere tra i più rilevanti della saga (è il film con meno morti dei 5, per dire), talmente svogliato da beccarsi un bel 0 % su Rotten Tomatoes.

Essendo un film fortemente di destra ha comunque qualche cosetta divertente sparsa qua e là (cattivoni che finiscono in un tritacarne, altri in una vasca d’acido, o il pallone da calcio esplosivo, che meritava una cornice più prestigiosa), senza però mai farsi notare per qualche particolarità, rendendosi il capitolo più insipido della saga insieme al 2.

Il massimo dell’”innovazione” sta nell’aver incluso nella galleria dei cattivi della saga anche la mafia, dopo essersi occupati di teppisti, stupratori, gang, e trafficanti di droga nei film precedenti. E se avesse resistito almeno fino all’11 settembre, chissà se non avremmo visto Il giustiziere della notte affrontare persino il terrorismo internazionale.

Che poi in effetti il progetto di un sequel c’era anche: sarebbe stato un reboot con un nuovo protagonista, chiamato “Death Wish: the new vigilante”, mai realizzato a causa della bancarotta della 21st Century. Come sarebbe stato nessuno lo sa, ma di certo non sarebbe mai potuto essere peggio dell’inutile, evitabile, quinto.

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