Il giustiziere della notte 3: Charles Bronson vs. i punk

Se esiste un terzo capitolo della saga de Il giustiziere della notte lo dobbiamo essenzialmente a due fattori: l’uscita di Rambo al cinema e… il successo di Rambo al cinema.

Nel 1982, infatti, Rambo cambiò completamente le intenzioni dei produttori riguardo il genere action, con la Cannon che tentò di cavalcarne il successo producendo nel 1984 Rombo di tuono con Chuck Norris, beccandosi un armageddon di polemiche proprio per aver copiato Rambo.

Rombo di tuono parlava infatti di un ex soldato del Vietnam chiamato a recuperare suoi ex commilitoni ancora prigionieri, e se vi sembra lo stesso identico plot di Rambo 2 (nonostante fosse uscito l’anno dopo) è perché lo è, visto che per la sceneggiatura ci si ispirò alla prima bozza di sceneggiatura che James Cameron aveva scritto per Rambo 2. E da lì, le accuse di plagio.

“Abbiamo altri film su un veterano di una qualche guerra?”, “Beh ci sarebbe Charles Bronson che su Il giustiziere della notte è un veterano della guerra di Corea”, “Ma Charles Bronson ha 64 anni, non possiamo più pomparlo, metterlo a torso nudo, e mandarlo in Corea ad ammazzare i musi gialli!”, “Hai ragione. Allora facciamo Rambo a New York!”. Ed ecco che era nato Il giustiziere della notte 3.

Paul Kersey torna a New York, da cui era stato bandito nel primo film, ma dato che il poliziotto che gli dava la caccia è morto nel 2, sia mai che la polizia newyorchese in tanti anni non si sia scordata dei suoi omicidi. Tornato a NY, scopre che il livello di crimine è lo stesso di quando l’ha lasciata, tanto che gli arriva un’offerta di lavoro del nuovo capo della polizia: “tu continua a fare stragi di criminali come ai tempi d’oro, mentre noi ci voltiamo dall’altra parte fischiettando e ci prendiamo il merito del crimine che cala”. Quale vigilante che gode ad uccidere criminali avrebbe rifiutato?

Giusto per essere un minimo fedeli allo spirito dei primi due, dove Kersey uccideva solo per vendetta verso i propri cari e non per sport, a inizio film viene piazzato un altro lutto per il povero Kersey: quello di un suo ex commilitone della Corea (un maniaco della sopravvivenza che tiene un mitragliatore grosso come un aspirapolvere in casa) ucciso da una gang di punk che tiene nel terrore un quartiere di Brooklyn che sembra Bagdad. Da lì in poi Kersey si stabilirà nel quartiere per illustrare ai suoi cittadini i benefici di una democrazia fatta di proiettili e fucilate.

Secondo Emendamento: The Movie.

Partiamo subito da un presupposto: Il giustiziere della notte 3 è il film più repubblicano che vedrete in vita vostra. Oggi va molto di moda attribuire schieramenti politici a film che in realtà non hanno intenzione di lanciare messaggi specifici; banalmente potrei fare l’esempio del primo film della saga (o dell’Ispettore Callaghan, per parlare di un suo contemporaneo), accusato di essere reazionario e giustizialista. Ecco, inquadrare un film come mera parte di propaganda di destra/sinistra non mi è mai piaciuto, ma negare che Il giustiziere della notte 3 si trovi fortemente a destra, beh, sarebbe come negare che ci si trovi anche il proprio braccio destro.

Il giustiziere della notte 3 può sembrare un tributo di 87 minuti al Secondo Emendamento a stelle e strisce, una tipica prima serata di Rete 4, il delirio di un repubblicano impazzito sui “benefici” dell’avere un cannone in casa (Michael Winner è inglese, ma vabbè), e se sembra tutto questo… beh, è perché lo è e basta. Ma con che stile!

Una bomba atomica repubblicana, una follia talmente esagerata, folle, over-qualsiasi cosa, che valutarlo con razionalità e vederci dei messaggi lucidi, pensati e mirati sarebbe pretenzioso. Perché sì, vediamo Charles Bronson comprare appositamente una macchina solo per farsela rubare da qualche punk e avere la scusa di sparargli, vediamo ogni problema venir risolto con una pistola più grossa delle precedente, vediamo i più deboli e indifesi essere dipinti come tali solo perché non armati, ma l’intero film raggiunge così tanti picchi di esagerazioni e surrealismo che alla fine ci si chiede se l’intenzione non fosse proprio quella di buttarla sul cartoonesco.

Uscito nell’anno d’oro dell’action alla repubblicana, il magico 1985 di Commando e Rambo 2, Il giustiziere della notte 3 si può definire un incrocio tra i suoi due “cugini” del 1985, ma se Commando non nascondeva neanche per un secondo quando sfociare nell’ironia fosse perfettamente intenzionale, con Il giustiziere della notte 3 non si capisce fino a che punto ci si ponga come action “serio”, e quando (e se) si inizi ad imboccare la strada dell’autoironia in modo simile.

Probabilmente in realtà non c’è una particolare voglia di fare autoironia, ma solo la – saggia – decisione di strafare, e di buttare tutto in caciara alzando il volume a mille per nascondere la comprensibile mancanza di idee di un franchise che non aveva senso di continuare dopo il primo film, riuscendo così a non ripetere l’errore del 2.

Un po’ Rambo, un po’ western, e un po’ televendita

In realtà Il giustiziere della notte 3 non è apprezzabile solo nella sua follia, e forse paga ogni interpretazione repubblicana per via della sua ambientazione contemporanea. Staccato dal suo contesto in effetti non è altro che un western metropolitano, con le sue conseguenti e controverse dinamiche fuori dal mondo civilizzato (come il festival della giustizia fai da te, la glorificazione delle armi, o la giustizia portata dal guerrafondaio solitario) che nel mondo del 1985 può far scaturire in facili interpretazioni politiche, ma che in un western sarebbero risultate la norma e passate inosservate.

In effetti la definizione migliore per descrivere Il giustiziere della notte 3 sarebbe quella di un mix tra un western e uno spot per la vendita d’armi (la scena in cui Charles Bronson illustra la “bellezza” della 475 Magnum e delle relative differenze con la 44 Magnum come fosse il Giorgio Mastrota delle armi da fuoco, con tanto di “Guardate qui che proiettili!”, un po’ di dubbi li fa venire). E forse uno spot di 1 ora e mezza mascherato da Rambo metropolitano lo fu davvero, visto che stando a Wildey Moore, inventore della 475 Magnum, ogni volta che Il giustiziere della notte 3 veniva trasmesso in TV si registrava un improvviso aumento delle vendite della 475.

Il giustiziere della notte 3 è una tale follia che in America è un cult, e non è difficile capire perché: divertentissimo, il migliore della saga dopo il primo, un tale concentrato di messaggi sbagliatissimi (almeno per chi ci vuole pure vedere dei “messaggi”), assurdità, e pazzia da essere un film che possiamo dichiarare tra i nostri preferiti di sempre solo con poche persone fidate. Perché Il giustiziere della notte 3 potrà anche non diventare uno tra i vostri film preferiti proibiti, ma in cuor vostro lo sarà comunque.

PS: fu l’unico film del franchise ad espandersi oltre il cinema, visto che nel 1987 fu prodotto per il Commodore 64 Death Wish 3, dove ovviamente il protagonista era sempre Paul Kersey che ammazza tutti, e il secondo a poter vantare una colonna sonora composta da Jimmy Page dei Led Zeppelin dopo il 2. Ci tenevo a scriverlo solo perché Jimmy Page-Giustiziere della notte 3 è l’equazione più improbabile che ci sia.

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