Gremlins 2 è il sequel più folle di sempre

Gremlins 2 è il sequel più folle di sempre. Sì, scusate, l’ho già scritto nel titolo, ma era anche la frase migliore con cui aprire il pezzo. C’è un simpatico sketch del duo comico Key & Peele in cui viene illustrato l’ipotetico meeting in cui sarebbero nate le idee più assurde per il sequel del cult di Joe Dante.

Stando allo sketch, la scrittura sfilacciata del film sarebbe dovuta all’apporto di una figura chiamata “Hollywood Sequel Doctor”, cioè un tizio che chiamano apposta per infilare roba assurda nei sequel, e che in questo caso è un tipo eccentrico che risponde al nome di Star Magic Jackson Jr., interpretato da Jordan Peele (esatto, il regista rivelazione).

Il collega Key interpreta invece Joe Dante, che si appresta a parlare delle sue idee ragionate sul sequel. Niente da fare: arriva Star Magic Jackson Jr., che incoraggia tutti gli sceneggiatori presenti a tirare fuori le idee più nonsense, le approva tutte e si dilegua per “andare a infilare i cowboy in Ritorno al futuro III”.

A quel punto Joe Dante/Key guarda il suo team di autori e fa: “lo sapete che tutte queste cose non finiranno nel film, vero?”. Poi compare la dicitura “Tutte queste cose sono finite nel film”.

È uno sketch divertente, ma prende di mira il film sbagliato. Gremlins 2 è infatti il trionfo della libertà creativa di Joe Dante al 100%, e non è vittima di nessuna pretesa bislacca della Warner, che anzi voleva così tanto un sequel di Gremlins da offrire a Dante il controllo totale, esattamente come avrebbe fatto poco dopo con Tim Burton per Batman – Il ritorno. Che tempi strani/belli, avrei voluto esserci.

Comunque, Dante pensava che Gremlins non avesse bisogno di sequel, e partì proprio da questo assunto per fare la cosa più folle e dissacrante possibile. All’inizio del film compaiono – completamente a caso – i Looney Tunes, animati per l’occasione dal leggendario Chuck Jones, e stando a quanto dice Dante questo serve a settare fin da subito il mood “anarchico”.

Il film inizia e scopriamo che Bill (Zach Galligan) e Kate (Phoebe Cates) – protagonisti del primo film – ora vivono e lavorano a New York, entrambi nel grattacielo della Clamp Enterprises – impresa gestita dal miliardario Daniel Clamp (John Glover) -, dove si svolgerà gran parte dell’azione. Gli archi narrativi dei personaggi – nessuno escluso – sono tutti abbastanza abbozzati, ben lontani dall’essere memorabili, ma questo perché il film punta (giustamente) su altro.

La sceneggiatura non cerca nemmeno per un attimo di costruire premesse “credibili” per giustificare il ritorno del tenero Gizmo nella vita di Billy, e dopo una mezz’ora scarsa comincia già a darci dentro con la follia, in una sequela di momenti random che vogliono intrattenerci senza necessariamente portare la storia da qualche parte.

Gremlins 2 ride di sé stesso e del suo pubblico costantemente, piazzando tra le righe una strafottenza disarmante verso il concetto di sequel, ponendosi come un film meta e deliberatamente “sporco”, sconclusionato.

Rompe la quarta parete (in maniera geniale), poi fa mangiare vivo dai gremlin Leonard Maltin, famoso critico americano – qui nel ruolo di sé stesso – che demolì (veramente) il primo film. Tira fuori dal cilindro un gremlin parlante, dotto e sofisticato, una gremlin sessualizzata (Lola Gremlin), un gremlin ragno, un gremlin pipistrello che rompe le pareti formando il logo di Batman (gag anticipatrice di Batman & Robin)…

Appena Phoebe Cates prova ad abbozzare un monologo drammatico come nel primo film, viene immediatamente smontata perché i personaggi “non hanno tempo”. Che sogno. Insomma, ragazzi, è un film straordinario nel vero senso del termine, che fa bene all’anima, e che consigliamo a chiunque sia rimasto fermo al capostipite.

Che sì, è un classico. Che sì, può vantare lo script brillante e puntuale del nostro amico Chris Columbus. Che sì, è uno dei più bei film natalizi di tutti i tempi! Però non può dire di essere uno degli studio movie più (volutamente) assurdi di sempre.

E attenzione, qua non si celebra un caso di “SO BAD IT’S SO GOOD”, ma di grandissimo cinema. Gremlins 2 è un film clamoroso, che ha dalla sua tanta tecnica (stavolta dietro ai mostriciattoli c’era il grande Rick Baker), tanta inventiva ed il miglior utilizzo possibile dello humor cartoonesco in un film live action, piazzandosi vicino a mostri sacri come I due criminali più pazzi del mondo, La casa II e L’armata delle tenebre di Sam Raimi.

Il film che si interrompe a metà perché i Gremlins hanno distrutto la pellicola è un momento effettivamente degno di Chuck Jones, così come il pubblico indignato che esce dalla sala e si lamenta perché “è peggio del primo!”.

Gremlins 2 è – come molti altri lavori di Joe Dante – un film che celebra il cinema (come forma d’arte e come tempio) e insieme se ne prende gioco: un po’ come nel successivo, bellissimo Matinee, Dante vuole che ci rendiamo conto di star guardando un film, scherza sull’assurdità del potere ammaliante e catartico delle opere di finzione (nella loro forma considerata più triviale: i film di mostri!), e riesce a comunicare un entusiasmo contagioso. Quando finisco di vedere un suo film penso sempre che lo rivorrei in una sala, e non è un’urgenza che sento proprio con tutti.

Comunque Gizmo che balla I’m Ready di Fats Domino davanti a Christopher Lee è un momento altissimo, e con questo vi saluto.

Eddie Da Silva

Killer professionista in pensione.

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