Grazie a Dio xXx è una cafonata pazzesca

Era il 2001 quando Rob Cohen e Vin Diesel si incontrarono per dare il via a quello che Vin Diesel definì il Gioventù bruciata della nuova generazione, una sorta di reinterpretazione nu metal, ossia il primo Fast and Furious.

L’operazione fu un buon successo e l’inconsapevole punto di partenza di una saga da quasi 6 miliardi di dollari di incassi totali, e fu lì che Vincenzone e Rob Cohen si chiesero: visto che il nu metal sta bene un po’ su tutto come il nero, perché non attualizzare un altro classico dopo Gioventù bruciata? Tipo magari 007? La risposta fu: perché no?

Smoking, charme inglese, e sonorità pop erano decisamente fuori moda per il cinema commerciale yankee di inizio anni 2000, che sprizzava gioventù ed era esaltatato di testosterone, nu metal, tamarragine, tentativi di emulare Matrix, e la vena videoclippara più grande che si sia mai vista dopo gli anni ’80. Dunque via tutto quello che rendeva 007 vecchio e brizzolato, ed ecco sport estremi, tatuaggi, mode giovanili urlate col megafono, e Rammstein a palla.

Che poi è anche un po’ la trama del film, coi servizi segreti americani (rappresentati da un Samuel L. Jackson che fa un Nick Fury ante-litteram con sfregi al posto della benda) che, stanchi di affidarsi a noiosi e vecchi agenti segreti esperti, navigati, e disciplinati, per risparmiare in budget ed eventuali lacrime per i caduti decidono di affidare le loro missioni a giovani pazzi suicidi con più testosterone che sangue nelle vene e che amano gli sport estremi.

Il tutto senza neanche addestrarli. Il pazzo eletto in questione è Vincenzone/Xander Cage, che ha tatuaggi, trasmette video sul web, e gioca ai videogames – perché suonava più Terzo Millennio e cool di “videogiochi” – per far capire al target del film, gli adolescenti, che è “uno di voi”, e che nel tempo libero ruba macchine a senatori americani per le brutte cose che dicono contro roba giovane come musica rap e videogames (i grandi “nemici” della famiglie dei primi anni 2000) con Vincenzone che così facendo si erge nuovamente a paladino dei giovani e delle loro mode dopo F&F (sul serio, questa è la prima scena del film, e se non lo amate già da questo momento allora avete davvero gusti difficili).

La cosa divertente è che Xander nel film ci tiene a ribadire quanto i videogiochi non siano violenti, per poi far fuori centinaia di cattivoni per tutto il film grazie a – parole sue – l’esperienza accumulata a sparare nei videogiochi. Poesia, che se qualcuno urla al buco di sceneggiatura gli tiro il mouse.

Vi ricordate quando non ci si prendeva troppo sul serio?

Incredibile come xXx fosse nato come “seguito spirituale” di Fast and Furious, per poi diventare il film a cui i F&F dal quinto film in poi sono diventati più debitori. Proprio come i moderni F&F, xXx è un film magnifico per la sua enorme autoironia, e per l’assoluto menefreghismo al farsi troppe domande o anche solo al darsi delle risposte.

xXx è un capolavoro della tamarragine, un portavoce di quanto il Terzo Millennio si sentisse giovane, un concentrato di tutto quello che fa incazzare i cinefili ispirando subito simpatia, un film che racchiude lo zeitgesit di quegli anni più di quanto non facessero altri film dei tempi tipo chessò, La 25esima ora (uno dei miei film preferiti, ma se dovessi spiegare a mio figlio cos’erano gli anni 2000, xXx sarebbe più esplicativo), tentando con spirito strafottente di isolarsi dal clima pessimistico post-11 settembre che colpì l’America.

Ultimo tassello della tripletta con cui Vin Diesel a suon di carisma si costruì una carriera insieme al già citato F&F e Pitch Black, seppur qui sia colpevolmente privato della sua iconica canotta, con cui si presenterà persino all’altare su Fast and Furious 7, ma in compenso provvisto di un sobrissimo pelliccione che sembra avere vita propria e aumentare di volume in ogni inquadratura come fosse una gag dei fratelli Zucker.

La trama è piuttosto scema e diretta: il cattivone è russo che opera a Praga perché tanto l’est Europa è tutta uguale, con due scagnozzi che si chiamano entrambi Ivan, ed è capo di Anarchia 99 che no, non è il suo nickname da forum di metà anni 2000, ma il nome della sua organizzazione anarchica, con cui vuole distruggere il mondo perché sì. Insomma, è un film scemo ed orgoglioso di esserlo, senza la pretesa di prendersi sul serio come fanno quei 2-3 action che Gerard Butler gira ogni anno, ed è bello proprio per questo.

Dopo tutto come altro potrebbe definirsi un film con Danny Trejo che impugna un machete, Asia Argento che ride come Tommy Wiseau e si doppia da sola con tipico accento borgataro, Vin che fa skate su una rampa di scale con un piatto d’argento, e fondi governativi impiegati per realizzare cannocchiali che vedono attraverso gli abiti femminili? E pensare che oggi ci è toccato un film di Godzilla coi drammi familiari. Mi chiedo in che direzione stia andando questo mondo.

Dei film spionistici classici ha solo qualche omaggio palese a James Bond, dal tema principale dalle sonorità bondiane, al paracadute a stelle e strisce (chiaro omaggio al paracadute-Union Jack de La spia che mi amava), fino al Q di Vincenzone che gli fornisce i gadget pazzi, ma per il resto è una bella cartolina delle tendenze dell’epoca.

Tra Adrenaline di Gavin Rossdale rifatta in chiave rockettara e Bodies dei Downing Pool (ah e anche Mozart) xXx nella scala del nu metal/alternative rock si difende benino, anche se nel 2002 perderà il confronto con film analoghi come La regina dei dannati e Rollerball, provvisti rispettivamente di Linkin Park, Static-X, Disturbed, Papa Roach e Marylin Manson, P.O.D., Rob Zombie e Slipknot.

Come tutti sapranno, Vincenzone ha ripreso il ruolo nel 2017 dopo 15 anni di assenza, con un quarto capitolo già in cantiere, e chissà che non ci sia l’intenzione di renderlo un progetto a lungo termine analogo ai F&F. Lo spero vivamente, sia perché so già che mi divertirei un mondo, sia perché vedere i cinefili incazzati ancora una volta so già che non avrà prezzo.