Come sarebbe stato lo Spider-Man mai realizzato di James Cameron con Leonardo DiCaprio?

Nel 1985 i diritti cinematografici di Spider-Man appartenevano alla famigerata Cannon Films, eppure i suoi capi, Menhaem Golan e il cugino Yoram Globus, non avevano la minima idea di chi fosse Spider-Man.

Nelle loro intenzioni, il debutto cinematografico del personaggio sarebbe dovuto essere un horror con il giovane Peter Parker che, dopo essersi ritrovato nel mezzo di un bombardamento nucleare, si trasformava in una gigantesca tarantola umanoide con otto braccia in stile La Mosca e poi terrorizzava l’umanità, mentre uno scienziato pazzo gli avrebbe proposto di unirsi a lui nel tentativo di creare una nuova super-razza per impadronirsi del mondo (!).

Insomma, il nome “uomo ragno” aveva forse fatto credere ai due che il personaggio fosse una specie di animale umanoide simile all’Uomo Lupo, o in generale agli horror anni ’50 con i ragnoni giganti, tanto che per dirigerlo chiamarono Tobe Hooper, il regista di Non aprite quella porta e Poltergeist.

Scampato il pericolo di vedere al cinema il Ragno Umano piuttosto che l’Uomo Ragno grazie anche a pressioni di Stan Lee, si lavorò ad un secondo soggetto, scritto da Ted Newsom, John Brancato, e in seguito Barney Choen, sempre per la regia di Hooper. In seguito Hooper fu sostituito da Joseph Zito, più esperto nel ramo action (era appena reduce da due film con Chuck Norris) e sarebbe stata una versione più fedele al fumetto della tarantola gigante, come suggerì anche uno dei primi poster progettati per il film (se escludiamo il fatto che Spider-Man si trovi inspiegabilmente a volare fuori dall’atmosfera terrestre):

In questo secondo soggetto il villian sarebbe stato il Dr. Octopus, che inizialmente avrebbe funto da mentore per Peter Parker (anticipando l’idea popolarizzata da Raimi e poi proseguita dal recente gioco per PS4) per poi diventare il cattivone che tutti conosciamo. Per interpretare Octopus si pensò a Bob Hoskins, mentre la prima scelta di Zito per interpretare Spider-Man ricadde sullo stuntman Scott Leva, esteticamente molto simile allo Spider-Man dei tempi targato Todd McFarlane, e all’epoca con nessuna esperienza in ruoli da protagonista. Il motivo per cui Zito voleva Leva nonostante l’inesperienza era molto semplice: Leva Spider-Man lo aveva già interpretato, seppur non al cinema.

Nella metà degli anni ’80, infatti, la Marvel decise di sperimentare nuove soluzioni per rendere più appetibili i numeri usando delle copertine fotografiche, con esseri umani in carne ed ossa a indossare tute da supereroi molto prima che cosplay e cinefumetti la rendessero una consuetudine. Nel caso di Spider-Man, il modello fu proprio Scott Leva:

Il progetto era concreto, tanto da spenderci già 1 milione e mezzo di dollari a sceneggiatura neanche completa, con Leva che fece persino qualche foto promozionale col costume e qualche poster preliminare, ma con la disastrosa situazione finanziaria della Cannon (dovuta anche ai flop di Superman IV e I dominatori dell’universo) il budget a disposizione diminuì sempre più, fino a che il progetto non venne ridimensionato a produzione a basso budget, subendo di conseguenza sempre più riscritture (pare addirittura 10 in 4 anni), per poi cadere in stallo completo.

Persino qualche set era stato allestito, ma in difficoltà economiche e col progetto che stentava a partire, la Cannon riciclò i set di Spider-Man (e dell’ipotetico sequel de I dominatori dell’universo, mai realizzato) per girarci Cyborg con Jean-Claude van Damme.

A dirigere Cyborg fu Albert Pyun, che per un periodo si ritroverà anche in lizza proprio per dirigere Spider-Man, per poi vedersi assegnare l’altra grande proprietà della Cannon, Capitan America, che dirigerà ne 1990 (una perla, guardatelo assolutamente) per la 21st Century Films, casa di produzione che si accaparrò sia i diritti di Capitan America che di Spider-Man dopo che vi emigrò Golan, ex capo della Cannon.

Ma alla 21st Century Film Golan partorirà un altra serie di flop che la costringeranno a cedere subito i diritti di Spider- Man (nonostante avesse già venduto i diritti televisivi e home video del futuro film alla Viacom e alla Columbia) alla Carolco, a cui un certo James Cameron aveva fatto sbancare il botteghino con Terminator 2.

E proprio Cameron (che era stato per un periodo vicino ad un progetto sugli X-Men) alla Carolco fu il nome prescelto per portare il Ragno al cinema. E meno male, dato quello che la 21st Century sembrava avere in mente (Frank LaLoggia, uno degli sceneggiatori assunti, dichiarò di aver abbandonato il progetto dopo che i piani alti tentarono di imporgli come spalla di Peter Parker un tenero cagnolino).

Piccolo dettaglio che invece si rivelerà fondamentale più avanti: Golan, che considerava ormai portare Spider-Man al cinema dopo tante difficoltà una questione di principio, chiese alla Carolco di figurare tra i produttori nei credit, e quest’ultima accettò.

Arriva Cameron a dettare legge

Pur non dichiarandosi un lettore dei fumetti, Cameron apprezzava molto il personaggio e si interessò subito al progetto, mostrandosi intenzionato a trattare il materiale di partenza col massimo rispetto, motivo per cui era disposto a tutto per non accontentarsi di un budget qualsiasi. Alla Carolco lo script prescelto per portare Spider-Man al cinema era ancora quello degli anni ’80 di Cohen, Newsom, e Brancato, a cui Cameron, che si era mostrato interessato al progetto, aggiunse il suo nome accanto.

Ma al contrario di loro tre, Cameron non aveva aggiunto o modificato assolutamente nulla, mettendo solo il suo nome! Voleva prendersi meriti che non gli appartenevano? Tutt’altro, perché quella vecchia volpe di Cameron sapeva benissimo cosa stava facendo: consegnare uno script per far credere alla Carolco che il film sarebbe perfettamente rientrato nel budget consentito (50 milioni), per poi modificare a suo piacimento lo script in un secondo momento e fare il film che voleva! Se mai dovessero inventare l’Oscar alla Miglior Mandrakata, sapete già a chi assegnarlo.

E fu lì che facendo tabula rasa Cameron buttò giù il suo trattamento di 57 pagine. La prima scelta di Cameron fu quella di tagliare fuori il Dr. Octopus (anche se molti erroneamente continuano ad attribuire il Dr. Octopus di Schwarzenegger al trattamento di Cameron), preferendo usare come villain Electro e l’Uomo Sabbia, sebbene delle loro controparti cartacee avrebbero avuto in comune solo i poteri: Electro non sarebbe più stato un elettricista di nome Max Dillon come nei fumetti, ma uno spietato uomo d’affari (il nuovo grande “cattivo” che gli anni ’80 avevano lasciato) di nome Carlton Strand, mentre l’Uomo Sabbia sarebbe stato il suo scagnozzo, che si sarebbe chiamato semplicemente Boyd.

Cameron decise di modernizzare il personaggio di Electro tenendolo a stretto contatto con i computer e il progresso tecnologico degli anni ’90. In questa versione i poteri di Electro sono infatti molto più letali e versatili: non sa solo lanciare le classiche scariche elettriche, ma può anche “inserirsi” in qualsiasi congegno che contenga elettricità, può ascoltare conversazioni telefoniche solo toccando i fili del telefono, può accedere a database bancari, e persino controllare la Borsa mondiale. E non sarebbero state le uniche differenze, visto che anche Peter Parker avrebbe subito qualche leggera modifica.

Pur rimanendo una secchione asociale, il Peter Parker di Cameron sarebbe stato un figlio della Generazione X, un adolescente degli anni ’90, più aggressivo e rabbioso della versione classica, che non avrebbe disdegnato parolacce ed esplosioni ormonali, cosa che avrebbe reso questa versione la prima vera reinterpretazione moderna del Peter Parker adolescente, ancora fermo alla versione anni ’60 (nei fumetti bisognerà attendere il fallimentare Heroes Reborn e la linea Ultimate).

Cameron nella sua versione avrebbe inoltre riservato alla storia un elevato numero di riferimenti sessuali con riferimento alla pubertà dei personaggi: parlo ovviamente di una delle scene più celebri del trattamento, in cui Peter Parker, morso dal ragno da poche ore, si sarebbe infatti risvegliato nel suo letto, trovando sotto le lenzuola un a strana sostanza bianca e appiccicosa attaccate alle sue gambe. La scena era pensata per far credere agli spettatori che si trattasse di polluzione notturna, per poi far scoprire che la strana sostanza erano in realtà le ragnatele organiche che Peter produceva dai polsi, “innescate” nel sonno.

Letto così potrebbe sembrare un doppio senso volgare e gratuito, quasi una gag alla American Pie, ma in realtà Cameron aveva un idea ben precisa in mente: i cambiamenti che il corpo di Peter subiva durante la trasformazione in Spider-Man dovevano essere infatti una metafora della pubertà e dello sviluppo che il corpo degli adolescenti subisce, cosa fatta in modo più implicito anche da Raimi un una scena dal contesto simile (ricordate la scena in cui Peter si sveglia con muscoli che il giorno prima non aveva e guarda verso il basso dicendo “Cambiamento? Sì, smisurato”?).

L’esplosione ormonale di Peter avrebbe previsto anche una scena col Nostro intento ad arrampicarsi su un albero per spiare una Mary Jane in mutande nella sua camera da letto, per poi distrarsi e cadere nei cespugli.

Difficile pensare ad una scena del genere in un film di supereroi oggi: probabilmente l’intero girato verrebbe bruciato, mentre Cameron dovrebbe scappare in Messico per evitare accuse di istigazione a molestie. Inoltre ci sarebbe stata anche una scena di sesso tra Spider-Man e Mary Jane sulla cima del Ponte di Brooklyn. Abbastanza ironico se si pensa che nei fumetti il Ragno sul Ponte di Brooklyn ha vissuto una delle tragedie più grandi della sua vita.

Pensare a scene del genere in un cinecomic oggi, dove i supereroi (Marvel soprattutto) al cinema e nei fumetti sono presentati come degli involucri di carne praticamente asessuati potrà sembrare strano o “fuori luogo”, ma era perfettamente in linea con quanto succedeva nei fumetti ai tempi, dove i supereroi tendevano storicamente ad essere piuttosto casti anche dopo l’alleggerimento delle censure del Comics Code, finché all’alba degli anni ’90 non si ruppe il tabù mostrando supereroi attivi sessualmente e non privi di doppi sensi.

Per molti potrà sembrare un dettaglio trascurabile o fine a sé stesso, ma in realtà fu qualcosa che diede ai supereroi una dimensione più umana e realistica, decisamente l’opposto dei freddi brand che sono diventati nell’ultimo decennio.

Tra riferimenti sessuali, violenza, parolacce, e un certo livello di violenza e di morti (di cui parlerò più avanti) decisamente inusuali per gli standard moderni dei cinecomic, c’erano abbastanza elementi per decretare il Rated R per il film, cosa che difficilmente la Carolco avrebbe consentito per un film che doveva coinvolgere più pubblico possibile, ma chissà se Cameron non avrebbe trovato il modo di spuntarla ancora una volta.

Il cast

Molto prima di incontrarsi per Titanic, la prima scelta di Cameron per interpretare Peter Parker ricadde su un diciottenne Leonardo DiCaprio, non ancora una superstar ma già la giovane promessa più in ascesa ad Hollywood, che proprio in quel periodo stava girando Buon compleanno Mr. Grape (che gli varrà la sua prima nomination all’Oscar a soli 19 anni) e che aveva alle spalle già una parte importante su Voglia di ricominciare, tra l’altro in un ruolo a cui – ironia della sorte – fu vicino anche Tobey Maguire, storicamente uno dei migliori amici di DiCaprio, che ebbe comunque un ruolo minore nel film.

Nelle intenzioni di Cameron Mary Jane sarebbe dovuta essere Robyn Lively, che oltre ad aver interpretato un ruolo importante su Karate Kid III era fresca di partecipazione a Twin Peaks (oltre all’avere una certa somiglianza con la Mary Jane di Todd McFarlane), mentre rispettivamente per Electro e l’Uomo Sabbia in cima alla lista ci furono due sue vecchie conoscenze di Cameron: Lance Henricksen e Michael Bihen, già diretti su Terminator, Aliens, e Abyss.

Su gli altri ruoli del film su internet si trovano anche insistenti fanta-casting come R. Lee Ermey (il sergente Hartman di Full Metal Jacket) per interpretare J.J. Jameson o Maggie Smith per interpretare zia May, ma in questo caso non si tratta di nulla di vero, ma di semplici casting da fan accostabili ai vari “Cast di un eventuale film degli Avengers negli anni ’70: Robert Redford-Capitan America” che si trovano in giro.

La trama

Pur avendo riscritto quasi tutto da zero, Cameron prese in prestito elementi delle sceneggiature precedenti che alla Cannon non avevano mai ottenuto la luce verde definitiva. Il più celebre – anche perché ereditato da Raimi – è senza dubbio quello delle ragnatele organiche, che Cameron prese dal primissimo soggetto della Cannon dove Peter Parker diventava una tarantola gigante, mentre da una delle tante riscritture del secondo progetto Cannon sarebbe stato presente un incubo che Peter avrebbe avuto dopo aver acquisito i poteri, in cui si sarebbe ritrovato nel corpo di un ragno in quella che doveva essere una citazione esplicita a La metamorfosi di Franz Kafka. Il film sarebbe dovuto iniziare con Spider-Man appeso a testa in giù sulla cima delle Torri Gemelle in veste di narratore delle storia.

Dopo una prima parte abbastanza lineare sulla genesi in supereroe (che avrebbe anche incluso un elemento dei fumetti spesso tagliato nei vari riadattamenti delle origini del Ragno, ossia della sua parentesi come star televisiva dopo il wrestling), la seconda avrebbe visto Electro/Carlton Strand proporre a Spider-Man di unirsi a lui per formare una nuova super-razza, che Spider-Man avrebbe ovviamente rifiutato.

Per ripicca, Strand decide di mettere tutta la città contro Spider-Man finanziando la campagna diffamatoria di Jameson, e favorendola con l’assunzione di criminali con il compito di impersonare Spider-Man in delle rapine. Cameron avrebbe dunque dato una motivazione più realistica sull’odio incondizionato di Jameson verso Spider-Man, includendo anche una scena dove Spider-Man (quello vero) avrebbe malmenato dei poliziotti corrotti, impegnati a pestare un innocente, dando il via ad ulteriori fraintendimenti tra la sua lotta al crimine e la stampa del Bugle.

Nel tentativo di riabilitare il suo nome, Spider-Man avrebbe sventato una serie di rapine: in una di queste, compiute da ragazzi della sua età, uno dei rapinatori sarebbe caduto da un tetto andando incontro alla morte, con Spider-Man che non sarebbe riuscito a salvarlo, e con la sua immagine pubblica definitivamente compromessa tra i newyorchesi.

In seguito, scoperto del legame tra Spider-Man e Mary Jane, Electro e l’Uomo Sabbia avrebbero rapito la rossa, prendendola in ostaggio sulla cima delle Torri Gemelle e torturandola con una serie di baci elettrici davanti a Spider-Man, dove si sarebbe svolto lo scontro finale, con l’Uomo Sabbia che avrebbe trovato la morte trasformandosi in vetro per mano di una scarica di Electro diretta al Ragno.

Lo scontro sarebbe proseguito con Spider-Man che avrebbe ucciso (non intenzionalmente) Electro gettandolo nel vuoto dalla cima delle Torri Gemelle, per poi afferrarlo con la ragnatela per frenarne la caduta, causandogli però una serie di fratture interne che ne avrebbero causato la morte (praticamente una dinamica molto simile alla morte di Gwen Stacy nei fumetti).

Le torri gemelle di notte, dove si sarebbero svolti l’inizio e la fine del film.

La fine del progetto per un contratto sbagliato, e con una battle royal di denunce

La domanda è sempre la stessa: perché saltò tutto? Nel mondo del cinema i progetti così avanzati non vedono luce sempre per due motivi: problemi economici o dispute sui diritti. Nel caso di Spider-Man fu la seconda.

Ricordate l’accordo accennato prima tra la Carolco e la 21st Century Film, secondo cui la Carolco avrebbe inserito il nome di Golan tra i produttori? Beh, lì iniziarono i problemi. Come in tutte le collaborazioni lavorative la Carolco fece firmare a Cameron un contratto, ma non si trattò di un contratto qualsiasi: a Cameron (sembra a causa di un errore del computer) fu fatto firmare il modello del suo vecchio contratto di Terminator 2, che gli garantiva libertà totale sui credit del film, incluso chi menzionare come produttore, motivo per cui il nome di Golan non comparve.

Questo mandò su tutte le furie Golan, che nel 1993 denunciò la Carolco di non aver rispettato gli accordi per la cessione dei diritti, nonostante Cameron e la Carolco fossero forti di un contratto ufficiale firmato. Al tempo stesso la Carolco portò in tribunale la Viacom e la Columbia per riprendersi i diritti televisivi e home video. Inoltre, la 20th Century Fox tentò di bloccare la partecipazione di Cameron, rivendicando i suoi servizi per un contratto precedentemente siglato. Ma la roulette delle denunce non era ancora finita.

Uno stallo che durò fino al 1995, dove la MGM acquistò dalla 20th Century Fox i diritti di tutti i precedenti adattamenti di Spider-Man e – visto che l’America è storicamente il Paese dove ci si porta in tribunale per qualsiasi cosa – si unì a questa battle royal di denunce portando in tribunale 21st Century Film, la Marvel, e la Viacom (detentrice dei diritti home video), con l’accusa di frode nell’accordo originale tra Marvel e Cannon 10 anni prima. In tutto questo la Marvel, la 21st Century Film, e la Carolco dichiararono bancarotta nel 1996. Un macello, insomma.

I diritti di Spider-Man trovarono la pace solo nel 1999, quando fu stabilito che i vecchi accordi tra Marvel e Cannon erano definitivamente scaduti, con i diritti che tornarono alla Marvel, appena ripresasi dalla bancarotta. La Marvel cedette allora i diritti alla Columbia/Sony, che avviarono il processo che porterà nel 2002 al primo Spider-Man di Raimi. Ah, in tutto questo la MGM contestò l’accaduto rivendicando i diritti acquisiti nel 1995, rischiando di annullare anche il film di Raimi, ma alla fine il tutto si risolse con un accordo che avrebbe accontentato tutti: la Sony avrebbe fatto il suo film di Spider-Man dando alla MGM in cambio i diritti di Casinò Royale, l’unica storia di 007 che in 50 anni non aveva mai avuto la possibilità di fare. Spider-Man uscì nel 2002 dopo 15 anni di attesa, Casinò Royale nel 2006 dopo ben 53.

Quanto si era (davvero) vicini al primo ciak?

Lo Spider-Man di Cameron era un progetto concreto, ma embrionale e ancora nelle primissime fasi di pre-produzione, dunque tutto il materiale promozionale che si trova nel web è completamente frutto della fantasia dei fan, concept del costume incluso, che nessuno sa come sarebbe stato (ammesso poi che all’interruzione del film si fosse in una fase così avanzata della lavorazione come il progetto del costume). Dello Spider-Man di Cameron si è tornato a parlare qualche anno fa, dopo che online sono stati diffusi una serie di storyboard su come sarebbe dovuto essere il film. In realtà non si tratta di storyboard ufficiali dell’epoca come molti riportano, ma di un lavoro fatto dall’italianissimo Daniele Tomasi basato sul trattamento del film, facilmente reperibile online (trattamento che è invece ufficiale).

Per quanto fosse un ipotesi affascinante, lo Spider-Man di Cameron resta “solo” uno dei tanti progetti mai realizzati ad Hollywood, e neanche tra i più vicini alla realizzazione (non è di certo paragonabile ad esempio al Superman Lives di Tim Burton, che fu abortito quando le riprese erano ormai imminenti), dunque quasi nessuno dei nomi coinvolti all’epoca è mai tornato a parlare del progetto in tutti questi anni.

DiCaprio stesso ha parlato pubblicamente del progetto una sola volta, per di più nel 2015 durante la promozione di The Revenant, quindi a più di 20 anni di distanza, rispondendo alla domanda su quanto fosse stato vicino all’interpretare Spider-Man con “Non c’ero vicinissimo ma comunque c’era una sceneggiatura e la possibilità di farlo, ad un certo punto la cosa stava diventando seria, ma ne abbiamo parlato solo un paio di volte. Credo di aver letto anche una sceneggiatura, ma non ricordo, è stato 20 anni fa”. La sceneggiatura in realtà non fu mai fatta, dunque è probabile che DiCaprio in realtà si riferisse al trattamento citato prima.

Praticamente l’unico elemento che lascia fantasticare su cosa sarebbe potuto essere DiCaprio come Peter Parker è una scena di Ritorno dal nulla (di cui parliamo qui), film in cui recitò nel 1995 – periodo in cui più o meno sarebbe dovuto uscire il suo Spider-Man – dove è possibile vederlo passeggiare per Forest Hills, il quartiere che da 60 anni storicamente ospita la casa di Peter Parker e zia May.

Nessuno saprà mai come sarebbe potuto essere, ma è innegabile che un soggetto del genere, al netto di qualche libertà artistica (legittima, dato che il del personaggio non fu di certo stravolto nei contenuti), in mano a un nome del calibro di James Cameron sarebbe potuto essere epocale, oltre che un’interessante rilettura. Almeno possiamo consolarci nel sapere che, non avendo visto la luce, abbiamo comunque potuto beneficiare delle versione di Raimi. Anche se un enorme dose di curiosità ci assillerà sempre.

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