Godzilla 2014: bello, ma potrebbero esserci più botte

Premessa necessaria: sono un fan dei film di mostri giganti, forse troppo fissato, magari troppo di parte, ma qualsiasi cosa abbia a che fare con creature giganti che demoliscono palazzi mi rende felice, riuscendo a farmi chiudere un occhio anche sul più grave dei difetti. Kaiju? Robot? Distruzione totale? Automaticamente candidato nella mia top 10 di film preferiti dell’anno.

Proprio per questo motivo, ciò che ebbi modo di vedere nel 2014 mi lasciò spaesato. Godzilla (2014) aveva tutti i presupposti per diventare uno di quei film che avrei visto e rivisto. Voglio dire, era un film su Godzilla. Eppure ricordo che a fine visione rimasi senza parole, che mi sembrò una delle cose peggiori mai viste, secondo solo a Jennifer’s Body. Poco, pochissimo Godzilla, pochissime botte ma soprattutto dinamiche tra umani inutili e fin troppo ingombranti, al punto da rovinare la totale esperienza del film. Non ho mai più avuto il coraggio di riguardarlo.

Tornando al presente, dopo Godzilla: King of the Monsters e Kong: Skull Island, e ora che ci avviciniamo al match del secolo e abbiamo già assaporato quella gemma di trailer in cui i due giganti se le danno di santa ragione (IL PUGNO DI KONG RAGAZZI, IL PUGNO) mi sono finalmente deciso a fare ciò che mai avrei pensato di rifare nella mia vita: dare una seconda possibilità al film di Gareth Edwards.

Come ricordavo, solo la seconda parte si presta a mostrarci le spettacolari scazzottate tra mostri, mentre l’intera prima parte è principalmente dedicata ai piccoli ed inutili esseri umani; ma se questo anni fa lo percepì come la pietra tombale del film, risulta invece una mossa giusta e necessaria.

Perché l’astuzia di dedicare l’intera prima parte della pellicola a mostrarci le dinamiche umane sta nel fatto che lo spettatore senza rendersene conto è immerso nel film come parte degli umani, non affatto per merito della scrittura dei personaggi (si poteva fare di meglio, molto meglio, specialmente visto il cast brillante: Bryan Cranston, Aaron Johnson, Elizabeth Olsen e Ken Watanabe a cui voglio tanto tanto bene, gli altri non so chi siano), ma perché nel mentre viene costantemente creata la giusta atmosfera e la giusta “attesa” per i mostri, così che il pubblico possa percepirli con un’aura di mito, di leggenda, come se nemmeno noi fossimo pienamente convinti che qualcosa di simile possa esistere nell’universo in cui ci troviamo catapultati, come se non potessero veramente arrivare da un momento all’altro. E boom! BINGO! Quando finalmente arrivano siamo in piedi sulle nostre poltrone perché arrivano con quella potenza, epicità e distruzione che ci fa sentire appunto piccoli, inutili ma soprattutto euforici e divertiti, perché a quel punto non sono mostri sullo schermo che distruggono cose, ma mostri intorno a noi che distruggono cose, e noi non possiamo fare nulla se non guardare.

Sì, avete letto bene, non mostro. Mostri! BEN 2! E NESSUNO DI ESSI È GODZILLA! Si chiamano M.U.T.O (Nome orribile). Il lieto fine non è assicurato, perché quella prima parte di film che poteva sembrare inutile invece ci ha fatto capire che non c’è il solito cliché dell’uomo che vince su tutto, non siamo noi umani che salviamo la situazione. Ci serve un salvatore. Qualcuno che possiamo ammirare e tifare, da spettatori, noi davanti allo schermo come quelli dentro il film: ENTER GOJIRAAA! E che Godzilla. Gigantesco, muscoloso, ruvido, cattivo, imponente, sembra uno dei ‘coatti criminali’ con cui andavo a scuola, ma alto 108.2 metri che pesa NOVANTAMILA Tonnellate. E SPARA RAGGI DALLA BOCCA! E uccide i cattivi (SPOILEEER) in modo spettacolare.

Al secondo cattivo, il MUTO femmina, Godzilla apre la bocca e le spara il raggio dritto dritto in gola fino a decapitarla. La testa che gli è rimasta in mano poi la butta nell’oceano come una cartaccia usata della pizza. Cosa può esserci di più bello?

Insomma, Godzilla è da considerarsi riuscito? Sì. Ovviamente i difetti non gli mancano, come appunto la scrittura dei personaggi, il design dei M.U.T.O. (design volutamente ‘moderno’ che purtroppo stona con quello che è Godzilla e con quell’universo di mostri, risultando troppo pulito, plasticoso), la poca quantità di botte nel complesso (perché comunque nonostante tutto, nessuno è contrario a più mazzate) e altro. Ma i pregi (uno tra i tanti le bellissime immagini dei soldati che si gettano da un aereo su una San Francisco distrutta, in mezzo a Godzilla che combatte i suoi nemici) sono di gran lunga più incisivi.

Cosa andò storto allora alla prima visione? In tutta sincerità non saprei dirlo. Ma se come me la vostra esperienza con la pellicola del 2014 sul Re dei Mostri non è stata delle migliori, vi invito – in vista del nuovo, atteso scontro tra titani – a dare una seconda possibilità all’operato di Edwards. Magari non cambierà nulla. O magari come me rimarrete piacevolmente sorpresi. Che sia il momento di dare una seconda chance a Jennifer’s Body?

Arnob Mobin Muktadir

Pilota di Robot giganti. Amante di film e videogiochi. Supereroe. Povero.

Un pensiero su “Godzilla 2014: bello, ma potrebbero esserci più botte

  • Marzo 31, 2021 in 12:14 pm
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    Molto bene.
    Ok
    Continuate così.
    Grazie

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