Bruce Springsteen, Paul Schrader e la genesi di Born in the U.S.A.

Nel 1987 approdò nelle sale italiane La luce del giorno, film di Paul Schrader (autore di Taxi Driver e Toro Scatenato, regista di Tuta blu, Hardcore, American Gigolo) con protagonisti Michael J. Fox e Joan Jett nei panni di due fratelli musicisti; una pellicola che i fan di Bruce Springsteen conoscono bene.

Il Boss scrisse infatti la title-track “Light of Day”, eseguita da una grintosa Joan Jett a inizio e fine film (i video qui). Una traccia molto amata dai fan e alla quale Springsteen finì con l’affezionarsi, eseguendola spesso nei suoi live. Quello che non tutti sanno, però, è che il film era nato con un’idea ben precisa di Schrader: quella di inaugurare la carriera da attore di Springsteen.

Schrader era (ed è tuttora, stando a post recenti su Facebook) un grande fan del cantautore americano, che a sua volta era fan del regista/sceneggiatore, in particolar modo del suo esordio registico, Tuta blu, uno spaccato sulla classe operaia americana in quel di Detroit con degli straordinari Harvey Keitel, Yaphet Kotto (purtroppo recentemente scomparso) e Richard Pryor in uno dei suoi pochi ruoli drammatici.

Schrader scrisse la sceneggiatura, il cui titolo originale era nientemeno che Born in the U.S.A., e chiese poi a Springsteen di scrivere una canzone con lo stesso titolo per il film. Springsteen la scrisse, ma finì col piacergli così tanto che chiese al regista di poterla utilizzare per il suo nuovo album. Com’è andata poi lo sapete: Born in the U.S.A. fu il più grande successo commerciale del Boss, che ringrazia Schrader nelle note di copertina del disco. In effetti per ringraziarlo scrisse anche un’altra title-track per quando il film cambiò titolo: Light of Day, per l’appunto.

Da sinistra verso destra: Penny Marshall, Paul Schrader, Julianne Phillips e Bruce Spingsteen.

Springsteen dall’esperienza si portò dietro quindi due canzoni: una è ad oggi la sua composizione più celebre – quella che conoscono anche quelli che non hanno mai ascoltato un suo disco – e l’altra è una delle più potenti e trascinanti che possiate sentire in un suo live. Della sua carriera di attore invece non se ne fece nulla: decise che non era roba per lui, e il ruolo andò un bravissimo Michael J. Fox, che con Joan Jett aveva fortunatamente un’ottima chimica.

Il film non è tra i migliori di Schrader, ma si lascia senza dubbio guardare, con il pregio di non propinarci la tipica parabola “da film” per quanto riguarda la storia dei suoi rocker fittizi, preferendo mostrarci le vicissitudini di musicisti “da club”, costretti a lavori precari di giorno e che si sfogano suonando la sera. Un concept effettivamente molto springsteeniano.

Qui il video della nostra versione live preferita di Light of Day:

Eddie Da Silva

Killer professionista in pensione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *