Cosa predissero Johnny Mnemonic e Keanu Reeves per il 2021?

Nel Gennaio 2021 il mondo è dominato dalle multinazionali, i corrieri sono una delle risorse più importanti al mondo, la troppa esposizione ad internet riempie di veleno il cervello delle persone, e una nuova epidemia sta facendo stragi in tutto il mondo con (se siete complottisti) le case farmaceutiche che hanno già trovato una cura da tempo, preferendo però tenere il mondo all’oscuro poiché l’epidemia gli è più redditizia.

No, non è il 2021 in cui stiamo per entrare, ma il 2021 com’era immaginato su Johnny Mnemonic nel lontano 1995 (o 1981 se parliamo del racconto originale di William Gibson, uno dei padri del cyberpunk). Incredibile quanto avesse previsto tutto, eh? Si, lo so, “AVEVA PREVISTO TUTTO” è un frase di una retorica e di una banalità sconcertante da quando nel 1984 divenne ufficialmente legittimo dire “Orwell con 1984 AVEVA PREVISTO TUTTO il futuro della nostra società”. Che è verissimo: Orwell aveva previsto cose inimmaginabili con grande anticipo, ma quando una frase diventa un tale copia e incolla da venir detta da chiunque – soprattutto da chi Orwell non l’ha manco mai letto – allora perde di ogni significato, diventando un tormentone privo di contenuti.

Beh, col senno del poi non che ci volesse molto a prevedere il futuro: per immaginare gli scenari nebulosi e pessimistici del cyberpunk o in generale di tutta la narrativa dai futuri distopici bastava fare versione più fantascientifica ed estrema del nostro storico proverbio “a pensare male si fa peccato, ma ci si azzecca”. Eh, signora mia, chi ha inventato quel proverbio AVEVA PREVISTO TUTTO…

Il 17 Gennaio 2021 secondo il Maggio 1995

Ben prima di Matrix o del più recente Cyberpunk 2077, Johnyy Mnemonic è il film che legò Keanu Reeves al cyberpunk. Ambientato precisamente tra 17 giorni, ossia il 17 Gennaio 2021, il Johnny Mnemonic del titolo è un corriere di informazioni, una sorta di memory card umana col compito di immagazzinare nel cervello informazioni di grande importanza appartenenti alle multinazionali che dominano il mondo, ed evitare che queste informazioni finiscano in mani sbagliate.

I corrieri nonostante il loro importante compito hanno capacità di memoria inferiori a qualsiasi PS4 come 60 Giga (oggi bruscolini, ai tempi un enormità) e un’altissima percentuale di rischio a contrarre la NAS, una malattia neurologia causata dall’eccessivo utilizzo di internet e delle apparecchiature tecnologiche (che il 2021 di Johnny Mnemonic abbia anticipato anche i danni del 5G?). E in tutto questo ci sono i ribelli che combattono le multinazionali, perché stiamo pur sempre in un film cyberpunk.

Johnny Mnemonic è il classico film cyberpunk di quegli anni, né più né meno: un film tanto suggestivo sul piano estetico e nelle trovate, quanto vuoto di altri contenuti. Diverte perché non può di certo annoiare: vuoi per la durata contenuta, l’over-overacting di Keanu Reeves, l’estetica cyberpunk che pure tra 100 anni sarà sempre affascinante, l’overacting di Keanu Reeves, le adorabili ingenuità dell’epoca, l’overacting di Keanu Reeves, Dolph Lundgren che fa il predicatore religioso che mena, e l’overacting di Keanu Reeves nell’incazzarsi sul perché – parole sue – non può avere una vita normale e permettersi una puttana da 10.000 dollari a notte.

Tolto questo, purtroppo Johnny Mnemonic non ha tante altre carte vincenti, in parte anche per via della considerazione che aveva il cyberpunk ai tempi. Anche se noi oggi siamo abituati a pensare al cyberpunk come la chiave del successo degli anni ’90, visto quanto la “cyberpunkizzazione” influenzasse i personaggi che apparentemente c’entravano meno, come nei casi di Spider-Man 2099, Phantom 2040, Cleopatra 2025 (una delle tante perle dell’Italia 1 di 20 anni fa), Highlander 2, e persino il film di Super Mario (!), in realtà ai tempi cyberpunk era sinonimo di produzioni minori o comunque di flop fragorosi, coi successi che si conteranno sulle dita di una mano. Tra il 1982, l’anno in cui Blade Runner diede il via al cyberpunk classico al cinema, e il 1998, l’anno prima di Matrix, l’unico vero successo al box office del filone fu Atto di forza.

Ci penserà poi appunto Matrix nel 1999 a rendere davvero cool il cyberpunk agli occhi dei profani che neanche conoscevano il significato della parola, e a far scoprire a posteriori molti dei film dello stesso genere andati dimenticati negli anni precedenti, che per questo verranno considerati da molti dei semplici “precursori di Matrix” piuttosto che film appartenenti a un sottogenere già assodato da anni.

In pratica il cyberpunk è un po’ come il Punk, e non solo perché ne condivide la parola: amato più a posteriori che nei suoi anni di massima produzione. Anche perché se il punk avesse avuto successo commerciale, beh, non sarebbe stato Punk, e proprio come il Punk il cyberpunk era un genere relativamente di nicchia, che non attirava i grandi nomi o le grandi produzioni, lasciando i film spesso in balia degli eventi senza che avessero uno scopo che andasse oltre l’intrattenere con le trovate futuristiche più stravaganti.

Non a caso di tutto il filone cyberpunk gli unici film che vengono tutt’oggi ricordati per i loro contenuti originali ed esclusivi della loro narrativa, escludendo quindi cult che sono cyberpunk nelle ambientazioni, ma non nei temi, come Judge Dredd, sono soltanto i già citati Blade Runner (tra l’altro gran floppone all’epoca), Atto di forza e Matrix. Ben 3 film nei quasi 20 anni (1982-1999) citati prima… decisamente pochi per essere uno dei sottogeneri più amati e affascinanti della fantascienza. E non è un caso che 2 di questi 3 film siano tratti da racconti di quel genio che fu Philip K. Dick, mentre l’altro ne è decisamente debitore, nonostante Dick non sia considerato un autore cyberpunk, ma un precursore.

“Il popolo sceglie sempre Avengers 6”

Purtroppo al cinema quasi nessuno è riuscito a portare il cyberpunk ad alti livelli, se non prendendo spunto dalle opere di Dick, puntando quasi solo sulle suggestioni estetiche piuttosto che sulle tematiche tipiche del genere, schiera di film di cui Johnny Mnemonic fa purtroppo parte, col pubblico che mostra tutta la sua diffidenza nei rari casi in cui si tenta di alzare l’asticella sui contenuti, preferendo i blockbuster più simili a parchi divertimento che a cinema (vedasi l’immeritato flop di Blade Runner 2049). Come si dice, “il popolo sceglie sempre Barabba”.

E a pagarne le conseguenza fu anche Willaim Gibson, che oltre ad essere uno dei padri del cyberpunk, è l’autore dell’opera originale, nonché della sceneggiatura del film, si vide realizzare un film molto diverso da come lo aveva scritto.

Gibson è tornato alla ribalta in questi giorni per non aver apprezzato Cyberpunk 2077 ed essere stato liquidato per questo da un utente su internet come “un lamentoso di internet che non apprezza il cyberpunk”, proprio lui, che il cyberpunk lo ha creato. Giusto per ricordarci quanto la scia di stupidità che “Ok boomer” e i suoi derivati si trascinano da tempo sta decisamente sfuggendo di mano. Che poi a pensarci, “Ok boomer” non è nient’altro che una versione aggiornata di “specchio riflesso”, con la differenza che “specchio riflesso” abbiamo smesso di dirlo quando abbiamo finito le elementari.

Stando a Gibson, Johnny Mnemonic venne montato in modo completamente diverso rispetto a quanto scritto nella sceneggiatura, appositamente per renderlo più commercializzabile negli USA, al contrario del Giappone, dove venne distribuita una versione molto diversa, più vicina all’idea originale di Gibson e persino con un’altra colonna sonora. Johnny Mnemonic non è uno dei film migliori che il cyberpunk abbia prodotto, ma di certo uno dei più divertenti dei tempi, anche solo per farsi due risate su come venisse visto il futuro 30 anni fa, in attesa di vedere le grasse risate che si faranno i nostri nipoti sulle previsioni che facciamo noi oggi sul 2060. Ed è pur sempre un film che AVEVA PREVISTO TUTTO.

E poi, ammettiamolo, meglio un film mediocre degli anni ’90 che un film mediocre di oggi, almeno negli anni ’90 non avevano il green screen a spogliare di fascino visivo un film già povero di contenuti. Cavolo, persino quel capolavoro trash di Highlander 2 o il film di Super Mario riuscivano ad avere delle grandi scenografie! Se Johnny Mnemonic venisse rifatto oggi shot-for-shot col green screen al posto delle scenografie classiche avremmo… boh, uno dei tanti blockbuster brutti che escono ogni anno. Tirare fuori un titolo è inutile, sono tutti identici, lascio a voi la scelta. Tanto Johnny Mnemonic sarà sicuramente più figo.