10 film da vedere ad Halloween

Ciao! La Notte delle Streghe si avvicina ma i tempi sono quelli che sono, per cui la sera – invece di andare a strillare per strada vestiti da mostri o a ballare accalcati in una discoteca con festa a tema – ci toccherà rimanere in casa. Ma c’è qualcosa che potremmo fare per ovviare a questo problema: guardare altre persone che escono e fanno cose al posto nostro, sullo schermo. E poi muoiono.

Di seguito una lista di film horror che vi terranno compagnia, colorando con la giusta atmosfera una serata da vivere a porte chiuse. Cominciamo.

Creepshow (1982), di George A. Romero

Dalla collaborazione tra George A. Romero e Stephen King nasce l’horror ad episodi per eccellenza, che con il suo tributo ai fumetti della EC Comics degli anni ’50 (Tales from the Crypt, The Vault of Horror) – sui quali si sono formati, oltre a Romero e King, innumerevoli altri colossi come Robert Zemeckis, Steven Spielberg, Walter Hill e Richard Donner – si presenta estremamente stilizzato, con soluzioni visive sopra le righe che hanno il preciso obiettivo di rimandare ai fumetti originali. Da questi prende in prestito anche i toni camp, che servono in realtà soltanto a dare un’illusione di leggerezza, esaltando la cattiveria delle storie.

5 episodi uno più disperato dell’altro, tra i quali spiccano La morte solitaria di Jordy Verrill, con protagonista Stephen King in persona nel ruolo di un contadino che viene a contatto con un meteorite ed invaso da un organismo alieno vegetale che gli cresce addosso, costringendolo infine ad uccidersi; e Strisciano su di te, su un insopportabile uomo d’affari misantropo con la fissa dell’igiene che vede il suo asettico studio venire invaso dagli scarafaggi. Io vi ho detto i miei preferiti, ma in realtà sono belli tutti.

Lo trovate su Prime Video.

Dimensione terrore (1986), di Fred Dekker

Un parassita alieno si insedia nelle menti delle persone trasformandole in zombie. Il detective Cameron indaga, e con lui il teenager Chris Romero. I cognomi, ovvi riferimenti a James Cameron e George Romero, sono solo due dei tanti rimandi a registi autori di horror in voga all’epoca: il miglior amico del protagonista è J.C. Hooper, l’interesse romantico è Cynthia Cronenberg, ed infine troviamo il sergente Raimi ed il Detective Landis.

A queste strizzatine “contemporanee” (per l’epoca) si mischiano i rimandi al cinema horror e sci-fi anni ’50, ed il tutto viene gestito da un regista e sceneggiatore che riesce a dare al film un impianto solido, senza permettere ad un tributo che va così poco per il sottile di trasformarsi in qualcosa di sterile, ma donandogli un cuore (il sacrificio di uno dei personaggi principali è da antologia) che non era affatto scontato e che gli è valso lo status di cult.

Esordio alla regia di un allora giovane e promettente Fred Dekker, che in seguito avrebbe diretto il cult Scuola di mostri (qui la nostra recensione) e lo sfortunato Robocop 3, per poi abbandonare il cinema e fare ritorno due anni fa come sceneggiatore con il divertente (e sottovalutato) The Predator.

Freddy vs. Jason (2003), di Ronny Yu

Siamo fan delle saghe di Nightmare e di Venerdì 13, specialmente la prima, quindi la tentazione di consigliarvi – chessò – il primo Nightmare di Wes Craven o Venerdì 13 parte VIII – Incubo a Manhattan è abbastanza forte, ma forse sarebbe poco d’aiuto. Facciamo prima quindi a proporvi uno dei crossover cinematografici più spassosi di sempre: Freddy vs. Jason, di Ronny Yu (già regista del divertentissimo La sposa di Chucky).

Gli sceneggiatori del film mettono su un pretesto scemo (com’è giusto che sia) per far scontrare Freddy Krueger e Jason Vhoorees, e per un’ora e mezza siamo travolti da uno spettacolo scorrettissimo ed estremamente violento, che non manca di autoironia ma nemmeno di una venatura horror forte, con sequenze suggestive quando non truculente. Cafone, folle e perfettamente adatto ad Halloween. Ne parliamo dettagliatamente nella nostra recensione.

Lo trovate su Netflix.

La casa dei 1000 corpi (2003), di Rob Zombie

L’esordio registico di Rob Zombie, tra trip allucinati ed un tributo palese a Non aprite quella porta di Tobe Hooper, è un cult imperdibile. Non il migliore del Signor Zombie (quello è il sequel, La casa del diavolo), ma sicuramente il più adatto a questa gioiosa festività (benché il simpatico metallaro abbia diretto il remake proprio di Halloween).

La premessa è delle più tipiche: dei giovani incoscienti si avventurano in Texas alla ricerca di storie pittoresche per passare un memorabile, strambo Halloween. Si imbattono in una famiglia di matti che dapprima li ospita, poi li trucida orrendamente ad uno ad uno. Nulla di “nuovo”, ma la differenza la fanno l’approccio pazzoide di Rob Zombie ed il suo immaginario da incubo davvero denso e disturbante. Una giostra degli orrori che diverte e assale allo stesso tempo.

Lo trovate su Prime Video.

La casa (1981), di Sam Raimi

Se foste dei tipi alla Barry di Alta fedeltà, il geek musicale interpretato da Jack Black, mi direste «complimenti per l’orginalità! Cosa ne diresti di aggiungere L’esorcista? O magari, che ne so, Psyco?» e a me non fregherebbe proprio un bel niente.

La casa è uno dei migliori horror di ogni tempo, l’esordio semi-amatoriale del Maestro Sam Raimi, costato due spicci e che dopo anni di tentativi di imitazioni rimane imbattuto. Raimi si dimostra già inarrivabile nel muovere la macchina da presa, e gira un film energico, creativo e di grande atmosfera. Cattivissimo.

Potrete sorridere davanti all’artigianalità (peraltro in estrema economia) degli effetti visivi, ma non rimanere inquietati è impossibile.

Se non l’avete mai visto, è il momento. Se invece l’avete già visto, è il momento di riguardarlo.

Hellraiser (1987), Clive Barker

Stesso discorso di qua sopra. Per gli appassionati non è nulla di nuovo, per me è uno degli horror più belli ed inquietanti di sempre.

Esordio alla regia del grande scrittore britannico Clive Barker (“il futuro dell’horror” secondo un certo Stephen King), Hellraiser ha dalla sua la potenza immaginifica della penna del suo autore, le musiche da brividi di Christopher Young (fun fact, Sam Raimi si riciclerà una traccia da Hellraiser II per il suo secondo Spider-Man) e la particolarità di riuscire ad inquietare più con le azioni malvagie dei personaggi “umani” che con l’entrata in scena dei mostri, peraltro esteticamente così belli da non essere cambiati di una virgola negli svariati sequel (9, di cui l’ultimo del 2018).

Lo trovate su Prime Video.

Society (1989), di Brian Yuzna

Brian è un ricco teenager americano che da un po’ fa degli strani incubi. I suoi familiari cominciano a spaventarlo, il mondo snob ed elitario in cui lo hanno cresciuto comincia ad alienarlo. Si convince piano piano che stiano cospirando contro di lui, e in effetti la sua teoria troverà riscontro, ma in maniera molto più atroce ed orribile di quanto possa immaginare…

Una satira violentissima per il primo e ad oggi miglior film di Brian Yuzna, veterano del genere horror famoso per riservare tutto il meglio per la parte finale dei suoi film. Society parte meglio di molti altri suoi lavori, ma comunque non direste mai che ad attendervi ci sia qualcosa di così orrendo. Poi arriva la parte finale, e se non l’avete visto nulla può prepararvi per una cosa del genere. Un delirio come pochi se ne sono visti, e che impressiona grazie agli effetti artigianali del leggendario Screaming Mad George.

Lo trovate su Prime Video.

La bambola assassina (2019), di Lars Klevberg

Chi scrive è un fan della saga de La bambola assassina, di quelli che se gli dite “dai dal quarto sono diventati ridicoli” diventa una iena e vi risponde “INGRATI!”. Questo essenzialmente perché è tra i pochi franchise horror che andando avanti ad oltranza ha voluto diversificarsi di film in film, regalando sempre qualcosa da ricordare. Merito di Don Mancini, che li ha scritti tutti e sette (!) ed ha diretto gli ultimi tre.

E poi perché Chucky è un villain irresistibile, al pari di Freddy e Jason.

Il remake uscito l’anno scorso – a mio avviso passato un po’ troppo in sordina – riesce a non farsi odiare, evitando qualunque confronto con l’originale e ponendosi come una puntata slasher pazza di Black Mirror (Chucky non è più l’anima di un killer intrappolata in un bambolotto, ma intelligenza artificiale che sbrocca). È anche una commedia horror che fa effettivamente ridere (con una gag-capolavoro su Tupac). Poi gli omicidi sono super truculenti, cosa che visto il target non mi aspettavo. A un certo punto uno viene pugnalato in gola e schizza il sangue in faccia a una bambina: io è questo che chiedo al Cinema, non mi pare poi tantissimo.

L’atmosfera “da Halloween” c’è tutta, ed i protagonisti ragazzini sono simpatici. Ah, e c’è pure Aubrey Plaza, che per quel poco che può fare è la solita fuoriclasse.

Terrifier (2016), di Damien Leone

Uno slasher fortemente derivativo (per dire, i titoli di testa sono la riproposizione para para di quelli del primo Nightmare), che però vanta il villain più centrato dell’horror recente: Art il Clown. Che sì, mette veramente paura. La prima parte è realmente inquietante, la seconda è violentissima, esplicita e senza sconti. Nulla di trascendentale, ma è un horror recente scevro dai vincoli del mainstream e che sfrutta appieno questa sua libertà.

Halloween – La notte delle streghe (1978), di John Carpenter

A proposito di slasher, ecco il Padrino del genere: non realmente il primissimo ad adottare certe soluzioni, ma quello che ne ha scritto il manuale. E sì, una proposta banale, ma che vi devo dire: è un film splendido, nonostante possa apparire particolarmente trattenuto (il sangue è pochissimo) se confrontato agli horror che ne hanno raccolto l’eredità.

Il primo Halloween, il classico di John Carpenter, è ancora oggi il film perfetto se ad Halloween volete un film ammaliante e con la giusta atmosfera.

Speriamo di esservi stati utili, fateci sapere!

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