L’inconcepibile ed indimenticabile bruttezza di Highlander II

Odiato da Christopher Lambert che lo finì solo per obblighi contrattuali, incoronato da Roger Ebert come il “peggior film del 1991”, ripudiato dal regista Russel Mulcahy che lasciò la premiére dopo 15 minuti di proiezione, 0% su Rotten Tomatoes, ignorato dai sequel, rinnegato dai fan, definito testualmente dal villain del film Michael Ironside “a piece of shit” (devo tradurre?). Tutto questo accadeva al sequel del filmone più filmone di sempre… se non bastano questi elementi a stimolare la vostra curiosità per Highlander II, avete davvero gusti difficili.

Pur floppando, il primo Highlander si costruì lo status di cult, dunque un secondo capitolo sembrava inevitabile. Nonostante il finale, con Connor MacLeod che uccide l’ultimo Immortale e vince la Ricompensa, non lasciasse spazio a un sequel (l’incubo di ogni produttore moderno) il problema non si poneva: con un protagonista con 500 anni di vita alle spalle c’era solo l’imbarazzo della scelta per l’epoca in cui ambientarlo; ma siamo negli anni ’90, e il cyberpunk va cosi tanto che lo avremo 2 anni dopo pure nel film di Super Mario, quindi freghiamocene, ambientiamolo in un futuro distopico e ciak si gira.

Ma come riportare gli Immortali nel film se nel primo ne è rimasto solo uno? Facile! Rinnegando quanto detto nel primo film, servendosi del retcon più pazzoide di sempre.

Per chi non lo sapesse, il retcon è un cambiamento retroattivo nella trama: si modifica qualcosa narrato in precedenza per evitare che renda incoerente quanto si vuole narrare dopo e che non era previsto in origine. Insomma, avete presente la famosa storia di Jack Nicholson che scopre a 36 anni che la sorella era in realtà la madre e che la madre era in realtà la nonna? Beh, quello si può definire un retcon nella vita reale, ma quello di Highlander 2 supera in follia persino quello di Nicholson.

Prendete Il signore degli anelli, rivelate nella prima scena de Le due torri che Sauron è il dittatore di Marte e che ha creato l’Anello per distruggere la Terra, e che tutte le altre razze della Terra di mezzo (elfi, hobbit, raminghi, ecc.) sono vecchi oppositori di Sauron su Marte che hanno perso la memoria. Pazzia? No, questo è il retcon di Highlander 2.

E il bello è che l’inizio non è neanche male (se vogliamo far finta di non aver letto l’agghiacciante prologo sul buco dell’ozono che ha costretto l’umanità a costruire una barriera per evitare i dannosi raggi solari, che già dovrebbe aver mandato in puzza chiunque abbia visto il primo) con un McLeod ormai anziano, mortale, inerme, e sosia di Ruggero De Ceglie, che assiste alla “vecchia” Opera in modo parallelo alla scena di apertura del primo, dove invece seguiva il “giovane” wrestling al Madison Square Garden… ma finiti quei 5 minuti, per citare Apocalypse Now, L’ORRORE.

Proprio come nel primo, la scena viene interrotta da un flashback di Connor, e anche qui sembrerebbe lo stesso, complice il fatto che appaia Sean Connery (morto 500 anni prima come mostrato nel primo film).

Che non si tratti di un flashback qualsiasi purtroppo è chiaro sin da quando Sir Sean apre bocca: “Uomini liberi del pianeta Zeist (…), per l’ultima volta soffrite sotto il gioco crudele del generale Katana”. PIANETA ZEIST? E’ solo un innocua frase, dunque non siamo ancora certi dell’orrore , eppure, nonostante manchino ancora 1 ora e 43 alla fine del film il nostro cervello, un po’ come quando da piccolo ti bruci per la prima volta e capisci subito che il fuoco fa male, già ci manda impulsi e ci avverte di quanto tutto questo sia profondamente sbagliato: PIANETA? ZEIST? GENERALE KATANA? Sono passati appena 6 minuti e 15 secondi, e il film è già condannato: abbiamo appena scoperto che tutti i personaggi del primo film erano alieni (!!!) provenienti da un’altra galassia.

I 10 minuti che distrussero un franchise

C’erano stati riferimenti ad alieni nel primo film? No. Un qualcosa di fantascientifico? No. Un accenno al pianeta Zeist? Cristo santo, certo che no! Voi vi chiederete “E allora perché tutto questo?”, a cui io vi risponderei “E’ nato prima l’uovo o la gallina? Da dove veniamo? Chi siamo? Dio esiste? Qual è il senso della vita?”.

In pratica scopriamo che gli Immortali in realtà sono persone mortali del pianeta Zeist, esiliati sulla Terra in quanto rivoltosi della dittatura locale, ma che diventano Immortali solo giunti sulla Terra (perché? Boh), e che una volta ottenuta la Ricompensa, ossia il premio del primo film riservato all’ultimo Immortale rimasto, potrà tornare mortale, riacquistare la memoria cancellata, e tornare su Zeist. Tradotto: sei un ribelle del mio regime? Ti spedisco su un pianeta dove diventi immortale, assimili super-poteri se sei l’ultimo sopravvissuto, e ti do pure l’opportunità di tornare per creare problemi al mio regime. Mah, tutto sommato come regime non mi sembra così cattivo: per dire, Hitler e Mussolini non credo avrebbero mai regalato l’immortalità ai loro oppositori. Diciamo solo che l’intelligenza non è di casa sul pianeta Zeist, visto che le rivolte vedono gli uomini di MacLeod affrontare con delle spade un esercito con bombe e mitra. E siamo a soli 12 minuti di film!

Sul lato “terrestre” la trama non è meno scema: come accennavo prima, la trama principale riguarda l’ozono che ha reso i raggi solari dannosi per l’umanità, dunque si decide di operare oscurando la luce solare tramite una super barriera intorno a tutto il mondo nel 1999. Ma nel 2024 i raggi solari in realtà non sono più dannosi da anni, anche se il tutto è mantenuto all’oscuro – battutona – dallo SHIELD (serio, si chiama Scudo Corporation), guidata dal Dr. Cox di Scrubs perché senza quella barriera bye bye soldi.

Se qualcuno si stesse chiedendo perché questa trama sia scema quanto il pianeta Zeist è semplicemente perché il creatore della barriera solare è… Connor MacLeod stesso, che passa magicamente dall’essere un semplice e umile antiquario che nel tempo libero mozza teste nel primo film, a un mix tra Einstein e Oppenheimer in quest’altro (qualcuno sostiene sia dovuto ai poteri psichici acquisiti con la Ricompensa nel primo film, ma per me è solo una delle tante scemenze insensate del film).

Che succede quindi? Katana, il cattivone di Zeist, decide di mandare sulla Terra due sicari, i classici scagnozzi stupidi da cartone Disney tipo Pena e Panico di Hercules, per uccidere MacLeod, che ha ormai più di 70 anni, ha perso l’immortalità, non si regge più in piedi, e non può più tornare su Zeist… dunque perché disturbarsi? Ah, inviando i sicari sulla Terra fa indirettamente tornare MacLeod giovane e immortale.

Sintesi: il regime dittatoriale di Zeist per punire un ribelle lo rende immortale (!), per poi volerlo uccidere di nuovo dopo anni (!!), e invece di aspettare che muoia di vecchiaia in un pianeta distante anni luce, mando dei sicari per ucciderlo, ma così facendo lo fan ri-diventare Immortale (!!!).

Tornato immortale, a McLeoud basta urlare al cielo “RAMMMMIREEEEEEEEZZ!!!” che l’Immortale l’egiziano-spagnolo-scozzese (ora anche alieno) personaggio interpretato da Sean Connery nel primo film, morto e sepolto da 500 anni… torna in vita, così, senza un vero motivo, grazie all’invidiabile superpotere chiamato “amicizia tra Lambert e Connery nata sul set del primo film” che consente urlando di evocare Sean Connery nel momento del – qui molto – disperato bisogno. Il potere dell’urlo non tornerà in tutta la saga.

It’s a kind of retcon

Gli aneddoti sulla lavorazione di Highlander 2 sono un mix tra un film di Fantozzi e un girone dantesco dell’inferno creato apposta come punizione più crudele possibile. La produzione del film partì male dal momento che si decise, per risparmiare budget, di girare in Argentina, senza sapere che da lì a poco l’Argentina sarebbe stata protagonista di una crisi economica tale da far arrivare l’inflazione a livelli inimmaginabili, portando i costi di produzione da 14 a 34 milioni.

Un tale elevamento di costi da obbligare la compagnia di assicurazioni che copriva il film a mettere mano sulla sceneggiatura per renderlo più appetibile al pubblico e recuperare più soldi possibile! Sembra una puntata di Boris, ma non lo è. Prima ancora che ci mettessero le mani, la sceneggiatura faceva vomitare tutti, da Mulchay a Lambert, e fiutando odore di disastro ognuno cercava il modo più pittoresco di tirarsene fuori, come quando Mulcahy implorò la produzione di farsi accreditare col nome fittizio di “Alan Smithee”, con la produzione che minacciò di denunciarlo per cattiva pubblicità al film se lo avesse fatto.

Invece che cambiare nome, e non potendosene liberare per questioni contrattuali, Christopher Lambert fece quello che fanno tutti gli uomini disperati, ossia darsi all’alcol passando più notti nei locali di Buenos Aires che davanti la cinepresa, presentandosi spesso sbronzo sul set fino a raggiungere il massimo del metodo Stanislavskij durante un ciak: girare lo scontro di spade con Katana/Michael Ironside con lame vere invece che di plastica come la solito. Jared Leto lo chiamerebbe “entrare nel personaggio”, io lo chiamo delirio alcolico, fatto sta che qualcuno più pazzo o ubriaco di lui gli rispose “Chris, sei un idiota. Facciamolo!” e al primo ciak al caro Lambert fu quasi mozzato un dito per un colpo di spada, salvato per miracolo da 12 punti di sutura, mentre Michael Ironside se la cavò solo con un naso rotto.

Nel ciak successivo le spade erano tornate di plastica. Anche col naso rotto Ironside non poté affidarsi alla sua controfigura per le scene d’azione, come quella del deragliamento della metro (scena più bella e metal del film), che dovette girare da solo perché la sua controfigura sul set aveva sniffato troppa coca per girare. Forse per rendere più sopportabile l’agonia dietro a questo film più sopportabile, un po’ come fece Lambert con del più innocuo alcol.

Oltre a dita mozzate, Queen assenti, Lambert ubriaco, Grande Depressione argentina, e stunt troppo pippati per girare, si aggiunsero un accusa di molestie sessuali per Connery. Ah, e un membro della troupe che morì cadendo da una gru, perché a questo bollettino di guerra il morto mancava.

Probabilmente fu un incidente, ma con quello che succedeva sul set chissà se non fosse la semplice voglia di farla finita per sempre. In tutto questo clima di follia, è incredibile come Sir Sean Connery, nonostante fosse quello più abituato ad altri standard di cinema, sia quello che sembra divertirsi di più, traspirando molta più gioia che disagio nonostante si trovasse nella più pazza delle sue esperienze cinematografiche, e trasformando il film nel suo personale one man show, con una prova da fuoriclasse assoluto che dà dignità a scene altrimenti ridicole, per giunta con uno screen time molto limitato.

Più Highlander 2 e meno Capitan Marvel, grazie

Highlander 2 è un capolavoro del trash (quello vero, non quello ostentato e infiocchettato a tavolino come Sharknado), uno dei capisaldi del genere. È stupido, insensato, fuori da ogni logica, e come Ironside stesso affermò, sembra scritto da un ragazzino di 12 anni. Eppure, a dispetto dei suoi contenuti, replica gran parte dei pregi tecnici del primo.

Persino gli effetti speciali, considerando anche il budget contenuto, sono pregevoli (lo stesso team 13 anni prima vinse un Oscar con i rivoluzionari effetti di Superman) e non sono assolutamente inferiori agli standard dell’epoca. Le riuscitissime scenografie cyberpunk aiutano parecchio la potenza visiva e scenografica del film, una delle poche cose in cui l’eredità del primo film rimase intatta, accompagnato al senso estetico di Mulcahy. Il resto lo fa Sean Connery.

Highlander 2 è uno di quei film talmente leggendari nella loro idiozia da spingerci a fare riflessioni esistenziali su cosa sia davvero un film brutto. Si può definire brutto qualcosa che ti diverte? Cos’è il brutto? Cos’è il bello? Non lo so, ma di certo Highlander 2 non può essere un film brutto. Stupido, insensato, goffo, suicida, atroce… ma non brutto.

Brutto è ciò che ci provoca indifferenza, che non ha nessun merito (neanche quelli accennati poco fa), che ci fa perdere 2 ore della nostra vita, che dimenticheremo presto e che ci provoca più rabbia che divertimento per la pochezza di contenuti. Brutto è Capitan Marvel o Zombieland 2, non di certo questo film, che ad ogni visione non può che provocare risate e divertimento. Due cose per cui non possiamo mai dire di aver “buttato il nostro tempo”.

Il film uscì nel Novembre del 1991, che per un incredibile coincidenza fu lo stesso mese in cui morì Freddie Mercury. Si può quindi affermare che, come nelle unioni più romantiche, Highlander e i Queen siano morti contemporaneamente, tenendosi per mano mentre andavano incontro all’ineluttabile.

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