Il “primo” film di Quentin Tarantino: Le mani della notte (1991)

Ci sono solo due possibili moventi per aver visto questo film: aver fatto parte della troupe, o aver letto il nome “Quentin Tarantino” sulla sua scheda Wikipedia. Le mani della notte è infatti il primo accredito ufficiale per il buon Quentin, che figura come “produttore associato”, anche se ovviamente era lì per mettere mano (stavolta non accreditato) alla sceneggiatura. All’epoca il nome di Tarantino era ancora sconosciuto al pubblico ma discretamente noto ad Hollywood in quanto nel 1991, con ancora zero film all’attivo, vantava una sceneggiatura venduta per 50.00 dollari (Una vita al massimo) ed un’altra venduta per 400.000 (Assassini Nati); insomma, non ancora un professionista nel senso stretto del termine, ma di certo uno a cui affidarsi per mettere mano a sceneggiature nell’ombra. Tra i vari progetti da script doctor che fece ci fu proprio questo film… e ovviamente per chiunque vi si approcci, conscio del tocco di Tarantino dietro le quinte, è lecito aspettarsi qualcosa di pienamente Tarantiniano tra personaggi super cool, violenza grottesca e dialoghi brillanti proprio come lo furono Una vita al massimo e Assassini nati, nonostante si trovassero in mano ad altri registi. Purtroppo non è cosi.

Il compianto Rutger Hauer qui è un uomo appena uscito di galera dopo aver scontato una pena di 15 anni per l’omicidio della moglie, che si ritrova affidato a una psicologa che ha anche il compito di trovargli un lavoro. La psicologa è convinta della sua innocenza e si innamora di lui, ma più il film va avanti e più le dinamiche della sua innocenza/colpevolezza diventano ambigue, fino a farci sospettare che lui sia davvero l’assassino della moglie e bla bla bla…

Se la trama “persona che indaga su un omicidio/si innamora del sospettato/il sospettato però è ambiguo fino alla fine” sembra vista e stravista fidatevi che lo svolgimento non è meno soporifero. La noia e l’anonimato regnano senza mai uscire dallo schema “Thriller di Rete 4”. Rutger Hauer porta a casa la pagnotta senza sforzarsi più di tanto a tirare fuori il fascino necessario per il ruolo del classico “sospettato di omicidio che ammalia chi indaga sull’omicidio”. Non che Hauer dovesse fare la scosciata alla Sharon Stone su Basic Instinct (tanto per citare un film con la stessa formula di questo), ma la svogliatezza che ci mettono lui e tutti gli altri ti aiuta a capire dopo neanche 20 minuti di film che non si decollerà mai. Da segnalare il debutto cinematografico di Paul Giamatti e la presenza di Clancy Brown che fa sempre piacere, ma purtroppo senza spadoni all’urlo di NE RESTERÀ SOLTANTO UNO, e senza one-man show in chiesa a cui ci aveva abituato col primo Highlander non può salvare la pellicola dalla noia e dall’anonimato.

Sul film c’è davvero poco o niente da dire anche sforzandosi, ed è strano che dietro ci sia Tarantino. Viene da chiedersi infatti quanto sia stato grande il suo contributo effettivo, e anche guardando attentamente verrebbe da dire zero, visto che il suo stile non emerge in nessun momento del film. Era ancora troppo acerbo e inesperto per essere il Tarantino che tanto amiamo? Assolutamente no, visto che stiamo parlando dello stesso novellino inesperto che appena due mesi dopo l’uscita de Le mani della notte presenterà Le Iene al Sundance Film Festival, e che pochi anni prima aveva realizzato quel gioiellino purtroppo incompleto di My best friend’s Birthday. Forse la voglia era poca e l’incarico era solo per mettere una nota in più su un curriculum con ancora zero esperienza (Assassini nati e Una vita al massimo usciranno solo quando il nome di Tarantino sarà ormai ben noto), forse il suo contributo è stato talmente minuscolo da risultare impercettibile, non si sa… fatto sta che vedere questo film con la speranza di vedere un promettente Tarantino pre-Iene è un tentativo inutile e noioso. Ma lo sarebbe anche se le intenzioni fossero solo quelle di vedersi un bel film e basta. In tal caso vi consiglio piuttosto è di andare su Youtube, digitare “ My best friend’s birthday sub ita”, godervelo, e mangiarvi le mani per la mezz’ora di materiale che è andato perduto per sempre. Anzi, ve lo metto qua io va’.

Troverete un giovane cinefilo pieno di entusiasmo, spunti e idee innovative. Lo stesso che abbiamo imparato a conoscere in tutti questi anni e che purtroppo ne Le mani della notte non troverete mai.

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