Aspettando Daniel Craig: ‘Agente 007 – Thunderball (Operazione tuono)’ (1965)

Thunderball – Operazione Copyright.

Il cinema si iniziò ad interessare a 007 già nel 1958, e l’incontro tra Ian Fleming e lo sceneggiatore irlandese Kevin McClory, presentati da un amico comune, sembrò portare Bond sempre più a un passo dalla sala cinematografica. Come film d’esordio, Fleming e McClory piuttosto che nell’adattamento di un romanzo optarono per un’avventura nuova di zecca concepita apposta per il cinema, ben più ambiziosa e spettacolare di quelle dei libri: Bond in questa storia avrebbe affrontato un nuovo e inedito nemico, un’organizzazione terroristica nota come SPECTRE, e il loro piano di rubare due testate nucleari per ricattare il mondo; ma la collaborazione tra i due si raffreddò quando nel 1957 The boy and the bridge, film sceneggiato proprio da McClory, si rivelò un flop commerciale e di critiche, e Fleming si defilò dal progetto pur restandone ancora ufficialmente coinvolto. A fargli da braccio destro per la stesura completa ci pensò dunque un altro sceneggiatore, Jack Whittingham, e proprio lì le cose precipitarono, con Fleming intenzionato a convertire il soggetto in romanzo, Thunderball appunto, ma senza nessun riferimento a McClory e Whittingham.

Ne nacque una battaglia legale che Fleming perse pochi mesi prima di morire, e che diede i diritti di Thunderball a McClory, intenzionato a fare il suo film di James Bond slegato da quelli di Connery (avete presente la questione Disney/Sony per Spider-Man? Stessa cosa), rendendolo il secondo romanzo “inavvicinabile” insieme a Casinò Royale. La EON e McClory riuscirono però a negoziare con successo, col secondo che acconsentì alla produzione del film e che fu addirittura accreditato prima di Fleming nei titoli di testa. Il papà di Bond poteva comunque consolarsi col riconoscimento della SPECTRE (introdotta nei romanzi proprio su Thunderball) come sua esclusiva creazione, cosa che gli consentì di creare la sua “trilogia della SPECTRE” proseguita poi con Al servizio segreto di Sua Maestà e Si vive solo due volte.

Aquaman con pistole e 007. E dove i pesci sono degli infami.

Thunderball non deluse le aspettative, diventate altissime dopo il successo mondiale di Goldfinger. Ai tempi la parola “sequel” era ancora poco pratica nel mondo del cinema, prima che arrivasse L’Impero colpisce ancora nel 1980 a far capire che nei sequel bisognava alzare l’asticella, bastava replicare la formula del capitolo precedente per assicurarsi il successo e pareri favorevoli, e anche dopo la situazione non miglioro chissà quanto (Karate Kid 2, Rocky 2, Ghostbusters 2… capitoli godibili quanto pigri di novità).

Thunderball, pur seguendo gli stessi schemi presenti in tutta la saga di 007, non si limitò a ripetere la formula vincente di Goldfinger, ma alzò l’asticella sul piano della spettacolarità (non a caso aggiudicandosi l’Oscar per i migliori effetti speciali) regalando sequenze forse meno d’impatto rispetto al precedente, ma decisamente più suggestive e visionarie, come lo scontro finale subacqueo tra la SPECTRE e la marina americana: invecchiato talmente bene da essere tutt’oggi uno delle scene d’azione più impressionanti e riuscite di tutta la saga, e fa impallidire pensare a quale sforzo produttivo possa aver comportato una cosa del genere a 55 anni fa. Proprio l’ambientazione sottomarina dona al film la sua unicità, rendendolo il miglior capitolo dell’era Connery accanto a Dalla Russia con amore e Goldfinger.

Chiaramente i pregi non sono solo relativi all’aver buttato una telecamera in acqua: l’avere molte sequenze sottomarine, di conseguenza povere di suono, dà ampio spazio alle musiche di John Barry, storico compositore della saga, che grazie a pezzi come “The bomb” (traccia dominante del film, fatevi un favore e ascoltatela) non solo rende piacevoli le lunghe e silenziose scene sott’acqua, ma regala le musiche migliori del suo repertorio Bondiano. Nulla di cui stupirsi, visto che si parla di uno dei più grandi geni musicali che il cinema abbia mai avuto, fin troppo poco citato nonostante i suoi 4 Oscar.

Per non parlare del sempre amabile faccione arrogante di Connery e dell’ Amico Nostro Adolfo Celi, che riesce a dare carisma ad un villain altrimenti dimenticabile. Probabilmente uno dei Bond che oggi riceverebbe più critiche, tra approcci alle donne meno consenzienti del solito e inviti ad uccidere animali a sangue freddo senza che abbiano fatto nulla per meritarselo come quelle amabili e pucciose creature note come squali .

Two Thunderball is megl’ che one.

L’accordo tra la EON e McClory prevedeva anche il divieto di quest’ultimo di sfruttare Thunderball per altri adattamenti per 10 anni. Una volta scaduti, McClory non sprecò tempo mobilitandosi per un altro adattamento di Thunderball, stavolta senza la produzione della EON (di conseguenza non considerato “ufficiale”), che arrivò nelle sale nel 1983 col titolo di Mai dire mai, riuscendo persino a convincere Sean Connery a rispolverare il suo parrucchino e tornare nei panni di Bond 12 anni dopo il suo ultimo film. Tutto questo mentre la serie “ufficiale” di Bond procedeva spedita con Roger Moore al suo quinto film da 007. E il bello è che appena 7 anni dopo Mai dire mai McClory cercò di produrre un TERZO (!) adattamento di Thunderball col coinvolgimento di Timothy Dalton, all’epoca il Bond ufficiale della EON, col post apocalittico titolo di “Warhead 2000 AD”. Insomma, l’auto-remake di un film che era già stato un auto-remake, e stavolta coinvolgendo il Bond ufficiale… quando si dice non darsi pace.

Una Bond Song da manuale, jetpack (con casco!) per fuggire, donne rimorchiate pur con meno consenso del solito, squali mangia-uomini, un numero di omicidi più alto che mai sul curriculum di Bond, battaglione finale tra arpioni e coltelli sott’acqua, uccisioni piuttosto cruente per i film dell’epoca, cattivoni con bende all’occhio, e Claudine Auger, la Bond Girl più bella di sempre, talmente bella che si decise di stravolgere la nazionalità del suo personaggio (stando al libro sarebbe dovuta essere italiana) pur di averla nel film… insomma, che dare a Thunderball se non un bel 9 sul Bondometro? L’unico motivo per cui non si becca 10 come per Goldfinger è perché qui Connery si è rimorchiato una Bond Girl di meno.

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