Zombieland – Doppio colpo: un sequel inutile tra umorismo becero e sessismo démodé

CONTIENE SPOILER!

Woody Harrelson fa facce – The Movie.

C’è un termine che va molto tra voi giovani, e che io dall’alto dei miei 24 anni mi rifiuto di usare perché dentro sono un vecchiaccio: “cringe”. Non odiassi questa espressione sarebbe probabilmente la prima che userei per descrivere Zombieland Doppio colpo, ma mi limiterò al più italico “imbarazzante”. Se solo “imbarazzante” fosse il termine adatto, ma trovando più consono “atroce” penso proprio che userò questo.

Il primo Zombieland era gradevole. Non un film da rivedere assolutamente, non un film che dispensava perle particolari (o davvero la gag dei Twinkie lo era?) e neanche un film particolarmente brillante o che meritasse questo status di cult. Solo gradevole, nonostante la fastidiosa tendenza a ripetere sempre le stesse “regole di sopravvivenza a un apocalisse zombie” ogni 30 secondi (sapevate che la regola n.2 è sparare un doppio colpo agli zombie per assicurarsi che sono morti?), ma che compensava il suo umorismo molto elementare con il one man show di Woody Harrelson ed una scena iconica con Bill Murray, a conti fatti un momento spilla-risate abbastanza facilone visto che tutte le volte che un attore fa meta-cinema interpretando sé stesso fa ridere a prescindere (persino Ed Sheeran che fa se stesso su Yesterday sembra un mix tra Charlie Chaplin e Peter Sellers). E poi c’era una Emma Stone come al solito da sposare, unico pregio che questo secondo capitolo si è portato dal primo insieme al Woody Harrelson Show. (Ah, lo sapevate che la regola n.2 è sparare un doppio colpo agli zombie per assicurarsi che sono morti?).

Loro comunque invecchiati di una settimana.

Il film inizia 10 anni dopo la fine del primo con Jesse Eisenberg (che insieme alla verginità ha perso anche di interesse come personaggio), Woody Harrelson, Emma Stone e la sorella minore Little Rock (interpretata di nuovo da Abigail Breslin) che vivono stabilmente in quella che un tempo fu la Casa Bianca, ammazzando zombie tra una cosa e l’altra. Dopo 10 anni (ripeto: dieci) di relazione Jesse Eisenberg fa la la proposta di matrimonio a Emma Stone, che per la paura del divorzio se la dà a gambe il giorno dopo, lasciando dopo 10 anni di relazione il ragazzo, i suoi unici amici, l’arsenale e il calduccio della Casa Bianca per buttarsi insieme alla sorella in pasto a zombie senza sapere dove trovare altri superstiti. Tutto questo per la paura del divorzio. In un mondo dove gli avvocati sono diventati la colazione. In un mondo dove puoi morire facendo da spuntino a dei morti viventi ogni giorno. (sapevate che la regola n.13 dei secondi capitoli è inscenare la crisi di coppia tra i personaggi del primo film?)

Partendo da questo sunto totalmente insensato lo spettatore può: 1) Capire che il film è scritto con il deretano. 2) Simpatizzare per Jesse Eisenberg per essersi ritrovato mollato da una ragazza che preferisce andare in pasto agli zombie piuttosto che sposarti dopo 10 anni di relazione. Se il primo punto è abbastanza inevitabile, il secondo viene subito spazzato via dall’elemento peggiore del film. (Lo sapevate che la regola n.2 è sparare un doppio colpo agli zombie per assicurarsi che sono morti?)

Come on Barbie, let’s go party.

Jesse Eisenberg si consola poco dopo trovando un’altra superstite di nome Madison (interpretata da Zoey Deutch, figlia di Lea Thompson, la Lorraine di Ritorno al futuro), che guarda caso è pure una biondona sexy allupata, e inizia a farci coppia fissa (l’alternativa era una relazione col redneck Harrelson). Il personaggio di Madison incarna tutti gli scheletri nell’armadio che Hollywood cerca di nascondere con tanta vergogna dall’esplosione del #MeToo e che tornano in vita urlando “Siamo gli anni 2000 e non abbiamo intenzione di starcene buoni a guardare”.

“Ciao, sono uno stereotipo vivente”.ì

È infatti bionda, si veste solo e soltanto di rosa, è scema come una capra, sa parlare solo per doppi sensi (sapevate che la regola n.1 della comicità è fare battute a sfondo sessuale perché fanno molto ridere?) e serve essenzialmente a dare ai protagonisti maschili un po’ di sfogo misogino. Insomma, il ruolo che nel 2002 sarebbe andato a Pamela Anderson o Jenny McCarthy con accredito di “biondona x” nei titoli di coda. Ma su questo torneremo dopo, perché c’è parecchio da dire.

Tra una battutona a doppio senso che non fa ridere (sapevate che la regola n.1 della comicità è fare battute a sfondo sessuale perché fanno molto ridere?) e l’altra tra Jesse Eisenberg e Madison si metterà di mezzo Emma Stone, tornata per chiedere aiuto dopo che la sorellina l’ha lasciata per fuggire con un hippe in una colonia ancora più hippie isolata dal mondo dell’apocalisse zombie dove le armi sono bandite e vengono fuse per realizzare amuleti con simboli di pace.

Dopo dei divertentissimi (???) siparietti tra Jesse Eisenberg ed una Emma Stone furiosa per essere stata rimpiazzata con Madison (mentre quest’ultima è troppo stupida per capire che i due stavano insieme prima del suo arrivo) i quattro arrivano in un Hotel a tema Elvis, dove incontrano la seconda cosa più sessista del film: il personaggio di Rosario Dawson. Zombieland 2 è, per dirla nel modo più elegante possibile, un film dove i personaggi femminili servono solo a svuotare le palle dei protagonisti per poi tornare in cucina. Va da sé che Woody Harrelson e Rosario Dawson finiranno a letto insieme.

Il giorno dopo un redneck (interpretato da Luke Wilson… ma che fine aveva fatto!?) col suo sidekick nerd (che sono volutamente una copia del duo Eisenberg-Harrelson) arriva nello stesso hotel parcheggiando un Monster Truck sulla macchina di Harrelson sfasciandola.

(Harrelson vestito da Elvis però fa effettivamente ridere)

Harrelson si troverà dunque a litigare col suo doppleganger su chi abbia diritto al parcheggio dell’hotel, e con l’aggiunta di Rosario Dawson i due ci delizieranno con una serie di battute – che forse mi avrebbero fatto ridere se avessi avuto gli esami di terza media e qualche brufoletto in più – sul “mettere la macchina” (inserire il pene) dentro al “parcheggio” (la vagina) di Rosario Dawson, con quest’ultima che sentenzia: “Se non la smettete nessuno dei due metterà più la macchina nel mio parcheggio”. Buona questa. Tutti ridono. Rullo di tamburi. Sipario. (Sapevate che la regola n.1 della comicità è fare battute a sfondo sessuale perché fanno molto ridere? E che la regola n.2 è sparare un doppio colpo agli zombie per assicurarsi che sono morti ve l’ho detto?)

Un fan-movie coi soldi.

Visto che peggio di così si non si poteva fare per fortuna il film non peggiora (ma neanche migliora), e questo è probabilmente il suo più grande merito. Il simpatico gruppetto va nella colonia hippe a recuperare la sorellina di Emma Stone, e cosa fa il redneck guerrafondaio fascistoide Woody Harrelson in piena apocalisse zombie che lo autorizza a sparare a destra e a manca come ha sempre sognato? Si piega agli hippie e acconsente a farsi fondere tutte le sue armi, ritrovandosi sprovvisto quando gli zombie attaccano la colonia pacifista. Ok che serviva una scusa per fargli combattere gli zombie senza armi, ma prova tu hippie a chiedere a Clint Eastwood di buttare le sue armi: dovrai sperare nella più grande forzatura di sceneggiatura del mondo perché non ti spari in faccia con una 44.

I buoni battono gli zombie anche senza armi, negli ultimi 5 minuti Little Rock lascia l’hippie perché stare con lui non serve più ai fini della sceneggiatura, Emma Stone e Jesse Eisenberg si rimettono insieme e vissero tutti felici e contenti. Tranne me.

Avete presente Scary Movie? Ovvio che sì, dopotutto Scary Movie 3 sta a noi degli anni 90 come Easy Rider sta alla New Hollywood. Vi ricordate quell’umorismo becero, demenziale, scemo, che quasi vi vergognate a trovare divertente in presenza di un adulto? Un umorismo sulla cui effettiva qualità si può certamente discutere, ma che piaccia o meno era contestualizzato: nel mondo in cui veniva utilizzato gli alieni pisciavano dalle dita, si rappava come un razzo e i cani si comportavano in modo strano. Roba che fin dal primo minuto sanciva il suo essere un film per adolescenti senza la minima pretesa di essere altro, ed è un po’ il motivo per cui tutti noi non riusciamo a volergli male e lo consideriamo un po’ la Bibbia della nostra generazione.

Zombieland 2 è semplicemente il primo capitolo ScaryMoviezzato, con un umorismo completamente decontestualizzato, non adatto al tipo di film che vorrebbe essere e pieno dei cliché del genere. Sarebbe il film peggiore dell’anno non fosse per… per… beh in effetti nulla quest’anno è stato peggio.

Woody Harrelson prova a ripetere il one-man show del primo film riuscendoci pure, ma certe battute sono talmente agghiaccianti che neanche il suo carisma mostruoso può compensare. Qua si campa quasi esclusivamente di umorismo a sfondo sessuale non divertente, di cliché cinematografici che non facevano ridere neanche la prima volta (il “Sarà un luuuuungo viaggio” di Harrelson con la faccina buffa in macchina con Eisenberg e Emma Stone che bisticciano ancora me lo sogno la notte) e di autocitazioni improbabili tipo Rosario Dawson che dice “Stavo per Billmurrayzzarti (uccidere un uomo pensando sia uno zombie)”… ora, com’è possibile che Rosario Dawson sappia come è morto Bill Murray? Questa battuta può avere davvero un’altra funzion che non sia quella di dire ai fan “Ao ve la ricordate quella scena del primo? Ahahaha madonna quanto c’ha fatto ride”?

La scrittura sembra più ad opera di un fan del primo film che di un addetto al settore. Perché se sei cosi schiavo delle dinamiche e delle battute del primo film, e non sei un sequel degli anni ’80 (che puntavano tutto su quello), vuol dire che 1) Non hai nulla da dire. 2) Sei insicuro del risultato e giochi sull’usato sicuro del primo. E le due cose spesso vanno a braccetto. E poi c’è un problema di cui nessuno parlerà, preferendo vederlo altrove.

Il giorno in cui James Bond diventò femminista.

Partiamo da un presupposto: le battaglie femministe di Hollywood per pulirsi la coscienza sono a dir poco pietose e di facciata. L’attenzione data alla faccenda è tanto giusta quanto spesso eccessivamente spinta da un giustizialismo un po’ paranoico, che sfocia inevitabilmente in film dal messaggio tutt’altro che paritario come Capitan Marvel o dei tanti “franchise X in chiave femminile”.

La Madison di Zoey Deutch è una macchietta talmente stupida, di cattivo gusto, stereotipata e offensiva per il genere femminile che farebbe venire istinti femministi persino a James Bond, e la cosa assurda è che in tutto questo clima di caccia alle streghe Zombieland 2 – film in cui i personaggi femminili sono DAVVERO semplici oggetti di piacere – passerà inosservato, perché le accuse femministe del mondo dello spettacolo inseguono sterili polemiche come quella dello screen time di Margot Robbie su C’era una volta a Hollywood, tappandosi magicamente gli occhi quando un film è davvero un’offesa all’intelligenza delle donne come questo.

E il fatto che i due peggiori film dell’anno, Zombieland 2 e Capitan Marvel, rappresentino le donne nei modi più opposti ed estremi possibili (come oggetti uno, in maniera “sovranista” l’altro) è la prova di quanto Hollywood c’abbia capito poco sulla questione, e che dovrebbe smetterla di farsi voce di lotte civili che appartengono a persone più competenti.

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